Satyricon presenta il manuale del perfetto candidato sindaco

Non ci si improvvisa candidati sindaci da un giorno all’altro. Se non volete fallire nella vostra disavventura, dovete seguire le 10 regole basilari del perfetto candidato. Eccole

Non ci si improvvisa candidati sindaci da un giorno all’altro. Se non volete fallire nella vostra disavventura, dovete seguire le 10 regole basilari del perfetto candidato. Eccole.

1)    FAR FINTA DI NON ESSERE INTERESSATO. Smentire subito, se possibile. Ma se la notizia della candidatura è ormai “ufficiosa”, fate finta di aver accettato controvoglia e per spirito di sacrificio. La frase: “Mi candido solo per amore della città” va sempre bene. Così come pure “ho dovuto vincere la contrarietà di moglie e figli”, ma questa vale solo se siete maschi, perché un uomo non sarebbe mai contrario a togliersi dai piedi la moglie (se non l’avete capita scrivetemi in privato).

2)    PRESENTARSI COME “IL VOLTO NUOVO”. Non fa niente se siete stati galoppini di qualcuno, leccaculo di qualcun altro, se avevate la tessera del Pci e non ve ne vergognate, se avevate creduto in Berlusconi e ve ne vergognate, se pensavate che il Psi fosse un partito di santi, se fino a ieri aspiravate a diventare amministratore della Multiservizi: qualunque errore abbiate commesso, sappiate che tutti i reati sono amnistiati dalla scarsa memoria collettiva. Presentatevi dunque come un volto nuovo che è sempre stato lontano dalla politica. Anzi, aggiungete che “la Politica mi ha sempre fatto schifo” e vi voteranno anche le badanti delle nonnine di piazza della Vittoria.

3)    SIATE CORDIALI. È vero, fino ad oggi siete stati “orsi” e “asociali”, ma ora dovete cambiare registro. Stampatevi un sorriso a 54 denti, stringete la mano a tutti (anche se vi fa schifo), fate finta di ricordarvi di tutte le persone che avete conosciuto in vita vostra, anche quelle che avete sempre scansato. Offrite da bere a tutti, tanto alla fine non pagherete mai, perché i commensali faranno a gara per ingraziarsi il prossimo sindaco, offrendogli caffè, aperitivi e cene.

4)    ATTACCATE IL PD E FORZA ITALIA. In ogni discorso, di qualunque argomento si stia trattando, cercate di inserire sempre le frasi “il Pd è un partito di ladri” e “in Forza Italia pensavano solo alle zoccole”. E mi raccomando, quando lo fate alzate il tono della voce e datevi una certa aria di superiorità. Per esempio, se siete al Bar Betty: «Questo gelato è buonissimo, ma sia chiaro che il Pd resta un partito di ladri». Se siete da Romanelli: «Questa fritta brucia troppo, ecco perché in Forza Italia pensavano solo alle zoccole». Qualcuno vi prenderà per pazzo, ma la maggioranza dei presenti guarderà a voi come uno che la sa più lunga degli altri.

5)    INVENTATEVI QUALCOSA DI MEGALOMANE. Ricordate che la gente non vi voterà per le cose ragionevoli che prometterete, ma per le cazzate più grosse che sparerete. Ecco alcuni suggerimenti: far tornare gli alieni a Brindisi, trasformare il carcere in un hotel 5 stelle lusso lasciandoci dentro i detenuti, raddoppiare la Tari (se è stato già fatto, allora triplicate), abbattere il muro del Cesare Braico (o in alternativa rimetterlo a posto), creare un milione di posti di lavoro (se è stato già detto, raddoppiate), chiudere i corsi al traffico e riempirli di gente felice.

6)    PROMETTERE, PROMETTERE, PROMETTERE. Non siate taccagni, promettete qualunque cosa a chiunque. Assunzioni, favori, carezze, certificati, colonscopie, gratta e vinci, copie gratuite di Agenda Brindisi: i brindisini non fanno distinzioni, l’importante è che usiate la parola gratis.

7)    ANDARE A MESSA. Fatelo almeno per un paio di mesi. Lo sappiamo, è un sacrificio enorme, ma può servire ad ingraziarsi i voti di tante arzille signore. Al momento dello scambio del segno di pace, stringete la mano a tutti, anche a quelli rimasti fuori dalla chiesa. Fate la Comunione, ma non rivelate proprio tutti i peccati al prete. Riservatevi qualcosa per la Digos e la Finanza.

8)    NO AUTO BLU. Rifiutate l’uso dell’auto di rappresentanza. Promettete di andare a Palazzo di Città a piedi, o in bicicletta. Oppure usate i mezzi pubblici, sperando che arrivino a destinazione.

9)    NESSUN RICICLATO. Dichiarate guerra ai professionisti del cambio di casacca: opponetevi a tutte le candidature di personaggi che negli ultimi 20 anni hanno militato in partiti e movimenti diversi e di estrazione opposta. Al limite fate candidare le loro mogli. Non i figli, perché il cognome vi tradirebbe. A meno che non abbiano già ripudiato il cognome del padre. 

10)     SIATE CONSAPEVOLI. Sappiate fin d’ora che, in caso di elezione, sarete sempre ricordato come il peggior sindaco di Brindisi. A prescindere da come vada a finire e da quello che farete.

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