Visite in nero, indagini su primario

BRINDISI - Un primario ed un caposala dell'ospedale Perrino sono finiti sotto inchiesta per aver percepito denaro da un cittadino senza rilasciare regolare fattura. Le indagini sono partite una ventina di giorni fa, e sono scattate a causa di una lettera che sarebbe stata inviata alla procura. La dirigente del nosocomio Paola Ciannamea ha già disposto una indagine interna sull'episodio denunciato.

L'ingresso dell'ospedale Perrino

BRINDISI - Un primario ed un caposala dell'ospedale Perrino sono finiti sotto inchiesta per aver percepito denaro da un cittadino senza rilasciare regolare fattura. Le indagini sono partite una ventina di giorni fa, e sono scattate a causa di una lettera che sarebbe stata inviata alla procura. La dirigente del nosocomio Paola Ciannamea ha già disposto una indagine interna sull'episodio denunciato.

Il primario nel mirino è un nome molto noto nella sanità locale. Nella lettera lo si accuserebbe di percepire 100 euro a visita durante le ore di lavoro intramoenia (cioè le visite private effettuate nella struttura pubblica). Di queste visite però non rimarrebbe traccia, e una piccola parte dell'introito (10 euro) andrebbe al capo-sala del reparto. Il documento che accusa il medico è ora nelle mani dei carabinieri, che stanno effettuando controlli accurati, anche per verificare altre accuse contenute nello scritto.

Nei giorni scorsi, per un reato analogo, era finito nei guai un dirigente medico di ortopedia, accusa dalla Guardia di Finanza di Brindisi di svolgere nel proprio studio visite mediche per conto dell'Asl, senza rilasciare fatture o dichiarare l'attività alla struttura pubblica. I reati ipotizzati nei suoi confronti sono quelli di truffa e infedele dichiarazione dei redditi.

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