Enel, croce e delizia. Ma ora aria nuova

BRINDISI - L’Enel Brindisi che sfiora il colpaccio a Milano in casa di Armani Jeans (94-89) proiettata verso i playoff contro Montepaschi Siena, suscita meraviglia e consensi ma fa anche crescere la rabbia ed il disappunto per la conclusione del campionato

coach Bucchi (Ph LegaDue Eurobet, Agenzia Ciamillo Castoria)

BRINDISI - L’Enel Brindisi che sfiora il colpaccio a Milano in casa di Armani Jeans (94-89) proiettata verso i playoff contro Montepaschi Siena, suscita meraviglia e consensi ma fa anche crescere la rabbia ed il disappunto per la conclusione del campionato in una posizione di classifica che mal si concilia con il valore e le prestazioni espresse dalla squadra nella prima parte del campionato.

Chi si esalta per la “storia” e le statistiche dirà che la permanenza della squadra in serie A è una conquista “storica” perché mai in passato il basket brindisino aveva raggiunto questo obiettivo ed allora è bene archiviare questo campionato con la relativa soddisfazione, dando atto a tutti, società, coach e squadra di aver centrato il programma prestabilito con largo anticipo e senza alcuna sofferenza. E’ un record positivo esaltante, però, anche aver raggiunto la sesta posizione in classifica alla 14ma giornata di campionato, passando da protagonista sul campo “nobile” di Bologna e lasciando intravedere ben altri traguardi che la storica permanenza in serie A.

Ed ancora è bene ricordare nel mese di febbraio la straordinaria partecipazione alla Beko Final Eight nella “scala” del basket italiano che è il Mediolanum Forum di Milano, a confronto con tutti i “giganti del basket”e, dopo pochi giorni (17 febbraio), la prestigiosa vittoria in casa contro Cantù. Niente, insomma, che lasciasse presagire la disfatta che sarebbe seguita fino al termine del campionato, con un record negativo altrettanto “storico” di 10 sconfitte subite su 11 partite ed una sola vittoria contro la retrocessa Biella.

Nulla, se non la “scampagnata” di Cremona che fu archiviata come un episodio isolato e che, invece, era un chiaro segnale di allarme che avrebbe dovuto far ben riflettere la società, e con coach Bucchi ed il suo staff tecnico incapaci di prendere i giusti rimedi tecnici, tattici e, probabilmente, anche disciplinari, nel corso di circa tre mesi di sonore ed a volte avvilenti sconfitte.

Con 20 punti in classifica e la squadra fortemente motivata ed in piena zona playoff, poi, si calcolò con precisione chirurgica che sarebbero bastati solo due punti per mettere al sicuro la permanenza in serie A, e mai si prese ufficialmente e convenientemente in considerazione, invece, che con cinque - sei vittorie e ben 11 partite ancora da disputare da febbraio a maggio, l’Enel Brindisi avrebbe potuto raggiungere la quota del “sogno- playoff” e realizzare un traguardo che chissà mai se si riproporrà nel prossimo futuro con le identiche possibilità di successo.

In ogni caso, alla squadra, ai giocatori, all’ambiente servivano nuove motivazioni e forti stimoli per magnificare l’eccellente campionato che la squadra stava disputando e fornire allo stesso tempo una variazione di programma sicuramente più esaltante e nessuno mai avrebbe messo in discussione che la permanenza in serie A era traguardo da tutti ambito e che tutti avrebbero sottoscritto ad inizio campionato.

Non è solo un caso se da quel momento in poi l’Enel Brindisi ha collezionato 10 sconfitte, alcune scoraggianti, e si sono persi per strada i principali protagonisti della prima parte di campionato, i fuoriclasse Scottie Reynolds e Jonathan Gibson decisamente irriconoscibili ed a volte irritanti, ma anche Antywane Robinson e Jeff Viggiano, che avevano deliziato e fatto sognare i tifosi brindisini e regalato prestigiose vittorie contro MontepaschiSiena, Cantù, Sassari, Reggio Emilia e fatto soffrire Varese e Roma, tanto per citare le squadre che ora sono tutte nella griglia dei playoff.

Sulla base dell’esperienza maturata ora la società brindisina potrà programmare il prossimo campionato avendo molto tempo a disposizione (si riprenderà il prossimo 13 ottobre),facendo tesoro degli aspetti positivi che il campionato ha proposto (la preziosa permanenza conseguita con largo anticipo),partendo dalla valutazione della formula del nuovo roster che dovrebbe essere 3+4+5,dalla scelta del sostituto di Santi Puglisi ( in attesa che Alessandro Giuliani, impegnato nei playoff con Verona, ribadisca la sua disponibilità) e dalla riconferma dei giocatori che attualmente è decisa solo per Cedric Simmons, e per Matteo Formenti e Andrea Zerini in possesso di contratto biennale ma che potrebbe interessare anche Jeff Viggiano e Claudio Ndoja. Poi “thank you very much mister Gibson” per aver contribuito a riportare Brindisi in serie A.

I tifosi brindisini vorranno conservare l’immagine del tuo “schut up” (stai zitto!) ai sostenitori di Barcellona Pozzo di Gotto, la tua classe e le tue straordinarie serie di imprendibili tiri da tre punti, e si sforzeranno di dimenticare il tuo inguardabile girone di ritorno. E “thank you” anche a Scottie Reynolds che ha fatto vedere come giocano gli americani più famosi d’America ( e lui lo è), salvo compromettere quanto di buono aveva saputo fare nella prima fase del campionato, fermo restando che il vero Reynolds è quello visto a Milano, nei minuti del suo show. “Thank you very much and good luck ” Reynolds e Gibson. E’ stato bello, ma Brindisi ha bisogno di cambiare. Si sente tradita, pretende più cuore, più continuità di rendimento e più attaccamento alla maglia per intraprendere il nuovo percorso.

 

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