L'ennesima rinascita della Lucchese passa da due brindisini

Francesco Monaco ed Eupremio Carruezzo, vecchie glorie del calcio brindisino, ritornano a Lucca per riportare la squadra fra i professionisti. Il primo nel ruolo di allenatore, il secondo come suo assistente. "Fra di noi parleremo in dialetto"

Staff tecnico - societario della Lucchese (Francesco Monaco ed Eupremio Carruezzo sono quelli con la sciarpa)

Lucca, si sa, è una città affascinante: snob ma capace di appassionarsi facilmente, diffidente ma operosa, con quelle splendide Mura urbane che, dal 1513 ad oggi, hanno spesso fatto da cuscinetto tra la chiusa realtà cittadina e il mondo esterno. Eppure, oggi come ieri, due brindisini sono, di fatto, gli uomini più amati dalla Lucca sportiva, che si affida a loro per risalire la china e tornare in C dopo tre fallimenti in appena undici anni. 

I due “profeti" che hanno sciolto la canonica “freddezza” lucchese (una freddezza che in realtà, e lo dico con cognizione di causa, è solo iniziale e di facciata) sono Francesco Monaco da Latiano ed Eupremio Carruezzo da Brindisi, dalla Commenda, per essere precisi. Monaco sarà l'allenatore della prima squadra che parteciperà alla Serie D, e Carruezzo il suo assistente e delegato alla gestione della fase difensiva.

Due bandiere della gloriosa Lucchese che fino alla seconda metà degli anni ’90 militava in Serie B con la spettacolare squadra diretta da Corrado Orrico e che, dopo la retrocessione dalla cadetteria, ha riprovato la risalita anche grazie anche all'apporto di Monaco e Carruezzo. Ex centrocampista tutto fosforo e reattività il latianese, bomber implacabile il brindisino, innamorati di Lucca al punto da viverci stabilmente da anni. 

A loro, la calda e delusa tifoseria rossonera affida i sogni di rinascita, per portare l’Asd Lucchese 1905 nel calcio professionistico dopo una stagione tribolata e una retrocessione decretata dal Tribunale fallimentare di Lucca, nonostante la salvezza ai playout giunta nella indimenticabile doppia sfida col Cuneo prima e col Bisceglie poi. I due sono molto affiatati, e l’excursus calcistico è sinonimo di garanzia. 
Infatti, Ciccio Monaco ha al suo attivo due vittorie del campionato di Serie C2 in piazze calde e importanti come Ancona e Carrara, mentre Carruezzo (che dal 2006 vive nella frazione di Farneta) ha svolto in questi anni attività di consulente di mercato per alcune società professionistiche, scouting e soprattutto ha studiato da allenatore.

La carriera di Carruezzo

Ai tifosi brindisini, Carruezzo ricorda i tempi “romantici" del calcio cittadino quando, nella stagione 1987-88, con la squadra che a sei giornate dal termine era praticamente retrocessa in C2, un certo Mimmo Fanuzzi si affidò al mago Giancarlo Ansaloni, che dopo la diaspora dei senatori scommise su un manipolo di ragazzetti della Berretti che rispondevano al nome di Antonio Benarrivo, Vincenzo Gagliano, Mimmo De Solda e per l’appunto Toni Carruezzo. Tutti, cresciuti nella scuola di calcio e di vita del tecnico romagnolo, spiegarono il volo verso piazze importanti (Benarrivo a Padova e poi a Parma e in Nazionale, Gagliano a Salerno in B, De Solda a Taranto e altre squadre blasonate del Sud Italia) e per Carruezzo la Serie A col Cagliari  fu solo una maledetta parentesi durata soltanto 39 minuti, quando nella prima giornata della stagione 1995/96, alla prima giornata e al debutto tra i grandi contro il Milan, si ruppe gravemente e salutò il grande calcio per sempre. 

Eupremio Carruezzo-2

A Lucca arrivò nel 2001, tra l’entusiasmo della torcida rossonera che lo acclamò capitano e gli perdonò, cosa che altrove non sarebbe mai successa, il decisivo errore dal dischetto nella finalissima di ritorno dei playoff contro la Triestina, giocata al vecchio Porta Elisa davanti a 12 mila spettatori. Da quel momento, parafrasando la mitica canzone “La leva calcistica del ‘68”, non è da questi particolari che si giudica un giocatore, e diventò Lucchese a tutti gli effetti, trasferendo tutta la famiglia da Brindisi in Toscana. 

 Monaco: "Tornare a Lucca è un sogno"

Mister Monaco, invece, era compagno di Carruezzo e di Bruno Russo detto “ruspa", quest’ultimo artefice della ennesima rinascita rossonera proprio in extremis. Ha iniziato a Latiano fino alla Promozione, e poi spiccò il volo verso il professionismo, e in quel di Ascoli si consacrò agli almanacchi del calcio italiano. Questo “rendez - vous" è frutto dell’affiatamento di un gruppo che si conosce a memoria sotto l'aspetto tecnico, ma anche umano: «Io darò il massimo della mia disponibilità a Monaco, la mia esperienza e la mia passione, ascoltandolo e soprattutto imparando molto da lui». 

Francesco Monaco-2

Due tecnici pugliesi brindisini doc: Carruezzo di Brindisi, Monaco di Latiano, anche se ascolano d’adozione. «Avremo anche il vantaggio di poter parlare tra di noi in dialetto pugliese stretto. Così quando dobbiamo dire qualcosa di riservato nessuno ci potrà capire». Pragmatico, come lo era in campo, il tecnico latianese: Tornare a Lucca è un sogno: è la mia quarta volta che torno qua. Ho dato la mia disponibilità fin da subito, non mi interessava la categoria. Io a Lucca ci sono cresciuto, sia a livello umano che calcistico: con i colori rossoneri ho anche mosso i miei primi passi da allenatore. Sono veramente contento di essere qui, faremo qualcosa di importante: questo sarà un anno particolare, si parte un po’ in ritardo. Ma la voglia di lavorare non ci manca: dalla prossima settimana ci metteremo a lavoro sul campo, cercheremo di sbagliare il meno possibile”. Nessuno è profeta in patria, ma vedere due nostri conterranei farsi onore in una piazza storica come Lucca, è motivo di orgoglio per tutti. 
 

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