Pupino alle prese con debiti e stipendi. Si attende un partner e il verdetto federale

BRINDISI – La situazione economica del Football Brindisi Srl è grave. Non lo si può nascondere. Se Antonio Pupino non riceverà aiuti non riuscirà a salvare il titolo. Al momento il presidente è in grado di far fronte solo alle spese correnti. Di pagare i giocatori non se ne parla, anche perché la società è in attesa di conoscere l’esito dell’indagine della procura federale sulla gara Brindisi-Vibonese che dovrebbe essere noto nei prossimi giorni. E se dovesse risultare vero quanto denunciato dalla società il rapporto cambierà notevolmente con alcuni tesserati.

Il presidente Pupino

BRINDISI – La situazione economica del Football Brindisi Srl è grave. Non lo si può nascondere. Se Antonio Pupino non riceverà aiuti non riuscirà a salvare il titolo. Al momento il presidente è in grado di far fronte solo alle spese correnti. Di pagare i giocatori non se ne parla, anche perché la società è in attesa di conoscere l’esito dell’indagine della procura federale sulla gara Brindisi-Vibonese che dovrebbe essere noto nei prossimi giorni. E se dovesse risultare vero quanto denunciato dalla società il rapporto cambierà notevolmente con alcuni tesserati.

Il problema economico serio di questa società, che rischia di portarla a fondo, sono i contratti dei giocatori ereditati dalla precedente gestione. Contratti che erano biennali e tutti molto alti. Galigani, quando con il suo due per cento si mise al timone del Brindisi, per risparmiare, li rimodulò allungandoli di un anno. Con il risultato che a fronte di un risparmio di qualche migliaio di euro, caricò sulle spalle della Srl  un onere ancora maggiore. All’errore commesso dalla precedente gestione ne aggiunse un altro.

Uscire da questa situazione non sarà facile perché i giocatori in questione, nonostante siano stati messi fuori dalla rosa, pretendono quello che spetta loro, nonostante quando scendevano in campo sembrava  facessero a gara a chi dovesse farsi espellere, a prendere rigori, a sbagliare gol. Lo stress dovuto alla crisi della società, è sempre stata la motivazione.

La situazione attuale. Pupino, dopo avere raggiunto l’intesa con l’ex presidente Vittorio Galigani sul passaggio di proprietà del 2% di quote possedute dalla moglie (sarà ratificato martedì prossimo alle 12 nella sede del Brindisi: Galigani non ci sarà, ha delegato altra persona) sta cercando di avere un appuntamento dal sindaco Domenico Mennitti. Dal primo cittadino si attende un aiuto. Certamente non economico perché il Comune non glielo può dare. Un aiuto nel trovare persone che si aggreghino alla società biancazzurra, o la rilevino. O la sponsorizzino.

Si sa che Pupino ha incontrato i fratelli Barretta, nei confronti dei quali è debitore (per l’acquisto del Brindisi i Barretta hanno ricevuto solo 250mila euro), e da loro avrebbe ricevuto assicurazioni per quanto riguarda le cambiali non pagate. Gli avrebbero detto di pensare soprattutto a salvare il titolo. Il resto lo avrebbero regolato in seguito. Ma proprio salvare questo titolo non sarà facile senza sostegni esterni. Il problema enorme sarà iscrivere la squadra al prossimo campionato. E non sarà possibile farlo se, come si diceva, non ci sarà qualcuno che investa nella squadra di calcio. Pupino da solo non ce la può fare.

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