Happy Casa: gioco, vittoria e spettacolo da Harlem Globetrotters 

Dopo la vittoria contro Pistoia, la squadra di coach Vitucci è sola al secondo posto in classifica alle spalle della imbattuta Virtus Bologna. Resta in piena corsa per le Final Eight e per la qualificazione al “round 16” in Champions, con molte chance da giocare

Foto di Vito Massagli

BRINDISI - Giocano, si divertono, fanno spettacolo e vincono. Più che una partita di campionato Happy Casa Brindisi contro OriOra Pistoia ha offerto una vera e propria esibizione con “numeri” ad alto contenuto spettacolare, secondo i canoni più elementari del manuale del basket, mettendo in mostra “esibizionismo, atletismo, comicità e stile teatrale”, giusto i requisiti che ricordano ed hanno reso famosi in tutto il mondo gli “Harlem Globetrotters”. 

Già, sono proprio loro, gli Harlem Globetrotters di casa nostra, che hanno fatto seguire ad azioni straordinarie concluse a canestro a simpatici “siparietti” e piacevoli scenette, interprete principale John Brown con la collaborazione di Kelvin Martin, e hanno divertito, emozionato e coinvolto i tifosi del PalaPentassuglia, che hanno gradito e risposto con lunghi applausi ed una vivace “ola”. Una continua ed incessante transizione, le stoppate date, il dominio sotto i tabelloni, i voli a canestro per chiudere in “haly hoop”, i “coast-to-coast” di Darius Thompson, le geniali invenzioni tradotti in assist e le realizzazioni di capitan Adrian Banks, e, per finire, l’ultimo quarto tutto italiano.

Segreto Happy Casa: un gruppo che gioca divertendosi

La squadra di coach Vitucci ha raggiunto “quota 100” contro la malcapitata formazione di coach Carrea, rimasta ferma a 67 punti finali, giocando un basket semplice e concreto, costruito sulla volontà di un gruppo forte e ben consolidato, sostenuto da una condizione atletica eccellente (complimenti ancora al professore Marco Sist), che predilige giocare divertendosi. Invano coach Carrea ha cercato di mettere freno alle continue e precise transizioni di Happy Casa schierando la sua squadra con diverse “zone adeguate” ed allungando spesso la difesa per contenere la fonte del gioco dei brindisini, ora affidata a Banks, a Thompson ed a Zanelli, perché la squadra brindisina ha imperversato ugualmente mettendo ancor più a nudo le lacune che stanno compromettendo il percorso di Pistoia verso la salvezza.

Thompson-4

Tutti pazzi per Adrian Banks ed i suoi record

Non è stata la solita “standing ovation”, quella che abitualmente Adrian Banks raccoglie ad ogni fine partita dai suoi fans, conseguenza di un feeling straordinario fra il “capitano”, i tifosi e la città di Brindisi. Questa volta Banks, con i suoi 24 punti realizzati contro Pistoia, infatti, ha superato quota 1225 divenendo il miglior marcatore della storia della New Basket Brindisi, prima di Claudio Bonaccorsi e Alejandro Muro, ed ha uguagliato il primato di Francesco Fischetto con 257 assist all’attivo finora. Le indiscusse qualità tecniche, l’intelligenza tattica e la straordinaria capacità di leadership che fanno di Adrian Banks il giocatore simbolo di Happy Casa, si integrano con un personaggio straordinario anche fuori dal campo, perfettamente inserito nella realtà cittadina e ritenuto a giusta ragione dalla tifoseria l’immagine stessa della squadra e della città.

Adrian Banks festeggia il record di punti-2

Dodici giocatori a referto: un vero record!

Ed è stata la migliore occasione per coach Vitucci per schierare in campo tutti i giocatori del roster. In 12 hanno avuto la possibilità di accedere ad un buon minutaggio di cui 6 in doppia cifra (Banks, Brown, Gaspardo, Campogrande, Thompson, Stone) ed è stato anche il turno dei giovanissimi Riccardo Cattapan, centro di 213 centimetri, classe 1997, e di Alessandro Guido (….c’è mancato poco che chiamasse in campo anche Rino Longo e il dottore Dino Furioso!). E’ un altro grande merito di coach Vitucci che ha saputo gestire nel migliore dei modi tutte le rotazioni, riuscendo a trovare il tempo giusto per far scendere in campo quei giocatori che hanno meno possibilità di trovare spazio e minutaggio, quando le partite non lo consentono, in particolare i giovani come Cattapan e Guido.

W l’Italia

E’ il 5° minuto dell’ultimo quarto, con in punteggio di 90-60, quando coach Vitucci ha chiamato in panchina Kelvin Martin sostituendolo con Iris Ikangi, e schierando un quintetto tutto italiano fino al termine della partita, facendo la felicità per chi da anni invoca più spazio per gli italiani nelle squadre di serie A. Coach Vitucci ha fatto pieno affidamento su Alessandro Zanelli, ormai una certezza ed un prezioso punto di riferimento della squadra, con accanto Luca Campogrande e Raphael Gaspardo che possono considerarsi rotazioni di prima scelta e di sicuro affidamento. Accanto a loro Antonio Iannuzzi, incoraggiato e sostenuto da tutto il PalaPentassuglia, che ha riservato un trattamento speciale fatto di lunghi applausi per fargli sentire tutta la piena fiducia di cui ha ancora molto bisogno.

Iannuzzi-3

Marino e Vitucci: i predicatori solitari

Da poco hanno smesso di parlare di “salvezza” della squadra. Con 14 punti già messi al sicuro e con quota salvezza che potrebbe ritenersi fissata a 24, se non proprio a 22 punti, basterebbe ad Happy Casa Brindisi vincere ancora quattro/cinque delle 23 partite che restano ancora da giocare fino alla conclusione del campionato, per ottenere la matematica salvezza (pur senza considerare che ha già battuto le ultime formazioni di Pesaro, Pistoia e Trieste). Per “mestiere” di Presidente e di coach, infatti, i due massimi esponenti di società e squadra, sono obbligati a tenere a freno gli entusiasmi della “piazza”, per evitare di compromettere quanto di straordinario è stato compiuto in questa stagione agonistica. 

Nando Marino e FRank Vitucci-2

Ma le aspettative che si sono aperte in campionato e gli obiettivi ormai a portata di mano della partecipazione alle Final Eight di Pesaro, il possibile passaggio al “round 16” in Champions League, costringono ora Nando Marino e Frank Vitucci a venire allo scoperto e cambiare registro, ripiegando sul conservazione dello stato di “umiltà”. Tutto bene. Ma ora, per favore, parliamo di obiettivi più vicini e credibili con destinazione Pesaro e nuovi orizzonti europei, perché altri nella posizione attuale di Brindisi parlerebbero e penserebbero solo e soltanto in grande.

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