Triage casi sospetti senza struttura d'attesa: ambulanze bloccate

Per l'accettazione dei pazienti necessario attendere l'esito dei tamponi. La questione del ritiro delle analisi ordinarie

BRINDISI – Effetti collaterali amplificati, all’ospedale Perrino di Brindisi, realtà che non è per fortuna quella di Bergamo o Brescia. Nella serata di sabato 21 marzo (cui si riferisce la foto), ambulanze in coda a causa del triage pre-accettazione dei pazienti in arrivo al Pronto soccorso per sospetta infezione da Covid-19. A bordo di una delle unità del 118 in coda è stato necessario anche reperire una nuova bombola di ossigeno per la persona trasportata, a causa dell’attesa.

Triage Covid-19 senza struttura d'attesa

Si tratta di una delle tante segnalazioni che giungono al giornale, in giorni in cui l’attenzione è concentrata sul fronte sanitario della lotta contro il virus (l’altro è quello che ci riguarda, per il rispetto delle norme anti contagio). A Brindisi il triage per i casi sospetti non dispone di una struttura di attesa adeguatamente attrezzata, ma i pazienti devono attendere in ambulanza che si liberi un posto per poter conoscere l’esito dei tamponi.

I tamponi, pare per carenza di reagenti al centro analisi di Brindisi, devono essere inviati ancora a Foggia o Bari. Tale situazione, a seconda dell’afflusso che naturalmente può avere dei picchi, tiene bloccate per ore anche le ambulanze che non possono riprendere servizio sino a quando il paziente non viene accolto in attesa. Va considerato che tutto il peso dell’intervento richiesto da persone con sintomi sospetti ricade sugli operatori del 118 dei vari centri della provincia.

La questione del ritiro delle analisi ordinarie

Un altro problema viene segnalato da un lettore che per ragioni legate alle sue patologie deve effettuato esami di laboratorio periodici. Tutto si concentra sul laboratorio unificato dell’ospedale Perrino, dove confluisce l’intera richiesta delle varie strutture sanitarie. La questione posta da chi ci esposto il proprio caso è legata al fatto che per ritirare gli esami deve recarsi personalmente in ospedale.

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Questa, almeno, la risposta che ha ricevuto il lettore dopo vari contatti telefonici. La domanda è: perché non è possibile, proprio per evitare anche esposizione a rischi e uscite dal proprio domicilio degli utenti, inviare gli esiti delle analisi per via telematica, rinviando a periodi di stress minore il ritiro dei referti brevi manu? O meglio, perché non si organizza questo tipo di servizio utilizzando ad esempio personale oss?

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