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Divieto di balneazione lungo la costa: falesia pericolante

Escluse le zone della Conca e di Punta Penne. Restano off limits quelle di Apani, Torre Testa, masseria Gallico, Case bianche, Punta Patedda, l’area dell’ex Pic-nic e Punta Mattarella in agro di Cerano

BRINDISI – Niente da fare. Resta impossibile fare il bagno lungo la litoranea di Brindisi: quel tratto di costa, da Nord a Sud, per quanto suggestivo, è ancora pericoloso in più punti, a causa del rischio crollo della falesia. Fanno eccezione la conca e Punta Penne, qui nessun problema. Per le altre aree, rimane il divieto con interdizione che dovrà essere segnalata adeguatamente.

Bagnanti a ridosso della falesia

L’ordinanza del sindaco

Brindisi, anche per la stagione estiva 2019, resta senza la "sua" litoranea. Città di mare, sì. Ma senza mare, di fatto. Paradosso che si ripropone nuovamente. Il Comune, infatti, ha pubblicato l’ordinanza firmata dal sindaco Riccardo Rossi per “l’interdizione a uomini e messi della fruibilità delle aree del territorio costiero” che rientrano nella competenza dell’Amministrazione, “classificate come a pericolosità geomorfologica molto elevata”. Copia del provvedimento e la cartina con le aree indicate con il colore rosso sono consultabili sul sito internet nell’Ente, nella parte relativa agli avvisi pubblici.

La firma è dello scorso 26 febbraio, ma è stata pubblicata on line, nella giornata di ieri, tenuto conto delle disposizioni della Regione Puglia, in vista dell’inizio della stagione estiva. Condizioni meteo, permettendo.

Le zone interdette

La perimetrazione “classifica la quasi totalità della fascia territoriale costiera e dell’entroterra marittimo delegati al Comune di Brindisi, quale area a pericolosità geomorfologica molto elevata”, si legge. “Ad eccezione di modesti tratti. Guardando a Nord della città, il divieto di balneazione resta valido anche nel 2019 per le seguenti aree: Apani, zona a destra del canale, Torre Testa, zona della masseria Gallico, Case Bianche, Punta Patedda sino al lido Oktagona (per il quale non ci sono problemi) e l’area in cui c’è il rudere dell’ex Pic Nic. Qui è impossibile fare il bagno, essendo concreto e attuale il rischio di crollo di parti della falesia. Così come è accaduto in passato. A Sud di Brindisi il divieto riguarda l’area di Punta  Mattarella che si trova la zona delle Saline e Cerano.

Da Palazzo di città, fanno sapere che a “fronte della temporaneità del provvedimento, sono state attivate tutte le attività tecnico-amministrative, presso la Regione Puglia, finalizzate al ripristino della sicurezza geomorfologica costiera e alla rideterminazione delle suddette perimetrazioni”. Ma ad oggi “resta invariato l’assetto generale delle classi di pericolosità geomorfologica”.

Quanto al divieto, “dovrà applicarsi in ogni caso per un’estensione verso l’entroterra pari ad almeno tre volte e, verso il mare, pari a due volte l’altezza delle falesia”. In questo caso, l’altezza dovrà essere “calcolata come variazione nel tratto esaminato, tra la quota massima del ciglio superiore e quella minima del piede”, è precisato nell’ordinanza del sindaco.

Crolli della falesia nella zona tra Apani e Torre Guaceto

Gli stabilimenti balneari

“Il divieto è altresì incombente per gli stabilimenti balneari”, si legge. “A tal riguardo tutti i conduttori degli stabilimenti balneari e/o dei servizi correlati alla fruizione del bene mare interessati dalla pemerimetrazione delle aree a pericolosità geomorfologica molto elevata, hanno l’obbligo di rendere interdette le zone, collocando idonei manufatti e segnaletica inibitori”. Dovranno, inoltre, essere delimitate e segnalate le vie sicure dal pericolo.

“La segnalazione del pericolo dovrà essere correlata all’instabilità della falesia, evidenziando il percorso fruibile da parte degli addetti dello stabilimento e ai bagnanti”. Fermo restando la necessità di “procedimenti autorizzativi che si dovessero rendere necessari per la collocazione dei manufatti”.

Le sanzioni

Chi non osserva l’ordinanza del sindaco è “punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 100 euro per i fruitori e per tutti i bagnanti, di mille euro per i titolari di stabilimenti balneari o più in generale per i fornitori dei servizi correlati alla fruizione del bene mare, fermo restando l’eventuale rilevanza penale dei comportamenti”.

Copia dell’ordinanza è stata trasmessa alla prefettura, alla capitaneria di porto, alla Provincia, al consorzio di torre Guaceto, così come alla sezione del demanio marittimo della Regione Puglia, al distretto idrografico dell’Appenino meridionale, ai comandi della Finanza e dei carabinieri, alla questura e alla polizia locale. Estate senza costa, senza litoranea. Bella sì. Ma impossibile, purtroppo.

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