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Gas Radon, piano di risanamento nelle aule del liceo Palumbo

Perforazioni sotto la pavimentazione dopo superamento livelli massimi anche nei laboratori di fisica e lingue

BRINDISI – Perforazioni sotto la pavimentazione di cinque aule e due laboratori del liceo Palumbo di Brindisi per dare attuazione al piano di risanamento approvato dopo la scoperta della concentrazione del gas Radon, a livelli superiori rispetto a quelli massimi previsti dalla legge.

Il risanamento

Le strategie di intervento sono state definite nei giorni scorsi, allo scopo di salvaguardare la sicurezza e la salute di studenti, prof e personale amministrativo, nel corso della conferenza di servizi che si è svolta nella sede del settore Ambiente del Comune di Brindisi, partendo dalla documentazione presentata dalla Provincia in qualità di “ente proprietario-competente degli immobili scolastici”. In  diverse aule dell’edificio è stato accertato che il Radon, gas incolore, inodore e insapore ha superato le soglie limite previste per i valori medi di concentrazione (pari a 300 Bp/m3, misurato come valore medio su periodo annuale, suddiviso in due semestri, primavera-estate e autunno-inverno, mediante strumentazione passiva, in ambienti chiusi).
Il Radon è un gas che si sprigiona naturalmente dalle rocce, derivato dal decadimento dell’uranio. Quando penetra in un edificio, si concentra e può raggiungere anche valori di centinaia o, più raramente, di migliaia di Bq/m3 (Becquerel al metro cubo, l’unità di misura della radioattività).

Le perforazioni

Alla riunione hanno partecipato il dirigente scolastico Maria Olica; il dirigente del settore Ambiente del Comune, Francesco Corvace; dello Spesal, Antonio Ariano; quello del settore Lavori Pubblici della Provincia, Giovanni Camassa e dell’Arpa Puglia, Roberto Barnaba. “Verranno realizzate dall’esterno otto perforazioni orizzontali” in grado di “intercettare il vespaio esistente sotto la pavimentazione interna, con fori del diametro di 125 millimetri”, si legge nel verbale. “Successivamente, nei fori realizzati saranno inseriti tubi di plastica, sempre del diametro di 125 millimetri, che collegheranno il vespaio all’esterno”.

“Alle tubazioni esterne verranno inseriti degli estrattori assiali da circa 60 watt di potenza”. Gli estrattori dovrebbero determinare una “depressione sotto la pavimentazione che raccoglierà il Radon presente e tramite le tubazioni verrà espulso all’esterno, prima che entri all’interno dell’edificio”.

Le ventole saranno “comandante da una opportuna scheda elettronica in grado di stabilire le ore e i giorni di funzionamento, la potenza di esercizio”. E’ stato previsto anche un “sistema visivo che avvisi in caso di guasto del motore o di un assorbimento eccessivo di corrente dovuto a eventuali intasamenti o corpi estranei”.

Le aule e i laboratori

Gli interventi saranno realizzati sotto il pavimento delle aule numero 3, 9, 12, 13, 22 e 23 e dei laboratori di fisica e lingue entro il mese di dicembre.

“Al termine dei lavori, si procederà a validare la bontà dell’intervento mediante misurazioni attive, tramite il monitore Rad7, in ogni aula interessata”, da realizzare “con estrattore spento e acceso, al fine di valutare la percentuale dell’abbattimento della concentrazione di Radon”. A partire da gennaio verrà ripetuta la misura della concentrazione media annuale di Radon, con due semestri di misura, con dosimetri o tracce con le stesse modalità della prima misura effettuata e, al termine, la relazione con i risultati sarà inviata all’Arpa e al Comune di Brindisi.

 

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