Cisl Fp: "Operatori del 118 in prima linea ma senza ancora tutele"

La nota pone l'attenzione sulle condizioni contrattuali degli dipendenti e volontari del 118, ancora oggi senza garanzie

Riceviamo e pubblichiamo una nota della Cisl Fp, a firma di Massimo Ferri e Aldo Gemma, rispettivamente segretario territoriale e segretario generale della Cisl Fp, sul lavoro che stanno svolgendo gli operatori del 118 in questo momento d'emergenza ma, soprattutto, circa le loro condizioni contrattuali, senza garanzie per le retribuzioni e le normali tutele. 

"Sono in prima linea nella lotta contro il Virus. Hanno il primo contatto con le persone contagiate, insieme a medici e infermieri, entrano nelle loro case e portano i primi soccorsi. La collettività se ne serve, li sfrutta, ma non li ama. Sono gli eroi del 118, dipendenti e volontari, o meglio lavoratori travestiti da volontari, privi di assicurazione contro gli infortuni e malattie che, ora più che mai, mettono a rischio le loro vite, ma che continuano ad essere umiliati da una società ingrata che li ripaga elemosinando buoni pasto o buoni benzina.

Avevano sperato che fossero accolti gli appelli di chi chiedeva che le risorse stanziate dal governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria, potessero consentire di potenziare il servizio e consentire che gli equipaggi delle ambulanze fossero composte da lavoratori regolarmente inquadrati, regolarmente retribuiti e con le normali tutele. E invece no.    

Ancora una volta si sono levate in alto le voci contrarie di grandi associazioni nazionali di volontariato che non hanno, però, spiegato i motivi della loro avversità alla stabilizzazione del personale. Forse perché perderebbero i vantaggi che ne derivano dalla gestione attuale? E quali? L’attività non dovrebbe essere a titolo gratuito e senza scopo di lucro?

Gli operatori vedono allontanarsi in questa fase convulsa le soluzioni proposte nel tempo. Manca del tutto l’attenzione della politica nazionale, fagocitata da chi ha interessi diversi da quelli dei cittadini e della loro salute. L’ipotesi della Sanità Service come contenitore in Puglia per tutti gli operatori, appare in uno stallo pauroso nonostante l’emergenza in corso e, mentre si potenziano, a ragione, gli altri servizi sanitari non appaiono iniziative a favore di questo servizio. E se ora i volontari decidessero di scendere dalle ambulanze?  Non lo faranno perché il loro senso di responsabilità è grande come l’indifferenza che li circonda. Ma tempo e pazienza sono terminati". 

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