menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Decarbonizzazione e proteste lavoratori: "In questa fase c’è bisogno di grande responsabilità"

Riceviamo e pubblichiamo una nota delle segreterie territoriali Cgil (Antonio Macchia), Cisl (Francesco Solazzo) e Uil (Tonino Licchello) sulle proteste dei lavoratori 

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una nota delle segreterie territoriali Cgil (Antonio Macchia), Cisl (Francesco Solazzo) e Uil (Tonino Licchello) sulle proteste dei lavoratori a Cerano e Costa Morena legate al rischio licenciamento, in cui si chiede un incontro urgente con il prefetto.

L’azione di presidio dello stabilimento Enel di Cerano, iniziata questa mattina alle prime luci del giorno, da parte dei Lavoratori del Servizio di logistica che gestiscono lo sbarco carbone, imbarco ceneri /gessi e trasporto, rappresenta la punta dell’iceberg di un avvenimento che, in realtà, esprime complessivamente la crisi di un sistema “malato” di appalti che sta mettendo in discussione la tenuta occupazionale, con il rischio che le conseguenze siano durissime per il nostro territorio. È bene precisare che altre commesse stanno arrivando al termine.

Come è noto, al previsto cambio del contratto di appalto, la ditta Sir ha dichiarato 38 lavoratori in esubero, su 83 unità impiegati nella suddetta attività nel porto di Brindisi, effettuata per conto di Enel, eludendo la prevista clausola sociale poiché le Parti Sociali non hanno accettato le modifiche contrattuali proposte, che falcidiavano i salari dei Lavoratori destinati ad una ricollocazione in altri segmenti operativi. 

Si tratta di un atto illegittimo ed intollerabile. Il cambio d’appalto, in presenza di una clausola sociale, non può in nessuna forma configurare il licenziamento dei lavoratori, che debbono passare alle dipendenze del soggetto subentrante come previsto dalla normativa, così come è inaccettabile che venga applicato un differente contratto collettivo che incide pesantemente sulla retribuzione dei Lavoratori che acuisce il processo di impoverimento, reale e percepito, accanto al dato negativo dell’occupazione, presente nel nostro territorio.

La decarbonizzazione è una oggettività dalla quale non si può tornare indietro, ma serve una “road map” anche nel sistema degli appalti che porti al migliore degli esiti possibili, in termini di occupazione, sostenibilità e ritorno economico per il territorio; può rilevarsi una grande opportunità solo se verranno contestualmente programmati adeguati investimenti per lo sviluppo economico e produttivo. È da qui che nasce l’obbligo di non lasciare dietro nessuno, per evitare che siano i lavoratori a pagare i costi della transizione. 

In questa fase, c’è bisogno di grande responsabilità nel gestire la transizione energetica, se invece si continua a voler decidere di adottare unilateralmente provvedimenti tesi a perseguire la corsa al ribasso sui servizi appaltati, il risultato appare scontato: a risentirne sono i diritti dei Lavoratori, col rischio di una grave implosione sociale. E questo noi non ce lo possiamo permette, anche in considerazione degli indicatori socio – economici presenti sul territorio che esprimono una profonda crisi. Pertanto, si chiede un urgente incontro, finalizzato a trovare le giuste soluzioni.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Asl Brindisi: avviso pubblico per l'incarico di direttore generale

Ultime di Oggi
  • Emergenza Covid-19

    Covid in Puglia: calano ancora i ricoveri, ma i numeri restano alti

  • Cronaca

    Auto rubate tornano in circolazione come cloni: due arresti

  • Politica

    Il Tar dà ragione a Maiorano, eletto sindaco per due voti

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento