Domenica, 1 Agosto 2021
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Anziano sottoposto a delicato intervento: "Infinitamente grazie a chi lo ha salvato e assistito"

Santino Pinto, un arzillo nonnino di quasi 83 anni, il 18 giugno scorso è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico di urologia

SAN PIETRO VERNOTICO - “Un vero e proprio miracolo, papà è tornato a casa e sta bene. Non avremmo mai immaginato di poterlo riabbracciare nuovamente. Se è ancora qui tra noi è solo grazie alle persone straordinarie che per 19 giorni si sono prese cura di lui”. Parole cariche di emozione quelle di Carmelina e Johnny Pinto di San Pietro Vernotico, figli di Santino, un arzillo nonnino di quasi 83 anni che il 18 giugno scorso è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico che gli ha salvato la vita. I figli si sono rivolti alla redazione di questo giornale per raccontare la loro esperienza nell’ospedale Perrino di Brindisi e ringraziare pubblicamente medici, infermieri e Oss che con grande amore, umanità e professionalità hanno regalato una nuova vita al loro amato papà. Una testimonianza di speranza e fiducia nella Sanità brindisina, importante in questo particolare periodo storico dove il Covid-19 ha paralizzato l’intera umanità. Non c’è solo questo virus, non ci sono solo polmoniti ma ci sono tante altre persone che soffrono e che ogni giorno si affidano ai medici per avere una vita migliore. 

“Papà era affetto da “fistola vescico cutanea e vescico rettale su base attinica”, una diagnosi spietata che non lascia scampo, conseguenza della radioterapia effettuata nel 2004 per curare un tumore alla prostata con relativo intervento chirurgico. Ci siamo rivolti al professor Silvano Palazzo, primario del reparto di Urologia dell’ospedale Perrino di Brindisi, che ci ha spiegato l'intervento, già delicato di suo, e prospettato tutti i rischi legati anche all’età e alle precarie condizioni fisiche. Purtroppo, però, non avevamo alternativa così ci siamo fidati della sua professionalità. E non abbiamo sbagliato”. 

Il ricovero era programmato per lunedì 14 giugno nel reparto di Urologia e l’intervento per venerdì 18: “Si trattava di un intervento “combinato” con l’equipe del reparto di Chirurgia generale diretto dal professore Manca. In pratica si è reso necessario scollare gli ureteri, staccarli dalla vescica e trasporre l’uretere sinistro a destra passandolo sotto la radice dell’intestino tenue (mesentere) in modo da realizzare una sola sacca per la raccolta delle urine invece delle usuali due. I chirurghi generali hanno poi mobilizzato il tratto d’intestino denominato “sigma”, chiuso il retto ed anastomizzato il sigma stesso alla cute”. Un intervento durato cinque ore che ha lasciato con il fiato sospeso i congiunti di Santino fino allo stesso giorno delle dimissioni.

“Dopo giorni di angoscia e preghiere desideriamo ringraziare i due primari professori Palazzo e Manca, tutta la loro equipe, gli anestesisti della sala operatoria e tutto il personale medico, infermieristico e Oss del reparto di Urologia per la professionalità e umanità con cui hanno assistito nostro padre per 19 lunghi giorni. Si sono sempre rivolti a lui amorevolmente facendolo diventare “il nonno di tutto il reparto”, sostituendosi a noi che causa Covid non abbiamo potuto essergli vicino come avremmo voluto".  

“Con le dimissioni di venerdì 2 luglio hanno restituito alla vita a un “padre straordinario” a noi figli, al genero Danilo e alla nuora Mirella, un “marito meraviglioso” a mamma Rosanna e un “nonno adorabile” ai nipotini Andrea, Alessandra, Beatrice e Gian Marco. In ultimo desideriamo ringraziare le tantissime persone che non hanno mai smesso di pregare per papà perché le preghiere e la fede sono un toccasana imprescindibile, grazie di cuore”

Ma il dolce sorriso di nonno Santino, che si è messo in posa per ringraziare pubblicamente chi gli ha salvato la vita, vale più di mille parole. 

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