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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Elezioni comunali, Tar rigetta ricorso su risultato elettorale: "Inammissibile"

Presentato da Pasquale Rizzo e dai 15 candidati nella lista numero 1 a sostegno di Rizzo sindaco

SAN PIETRO VERNOTICO - Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia Lecce ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla lista civica a sostegno di Pasquale Rizzo sindaco (perdente alle ultime comunali) che chiedeva l’annullamento dello scrutinio elettorale che a maggio scorso ha portato alla proclamazione di Maria Lucia Argentieri sindaco, per 8 voti di scarto. Il ricorso è stato presentato circa un mese dopo le elezioni. Aspetto, questo, preso in considerazione dai giudici amministrativi. 

I ricorrenti, rappresentati e difesi dagli avvocati Sergio De Giorgi e Andrea Sticchi Damiani, “hanno impugnato il verbale delle operazioni dell'Adunanza dei Presidenti delle Sezioni del 16/5/2023, nonché il verbale delle operazioni dell'Adunanza dei Presidenti delle Sezioni del 18/5/2023 di rettifica del precedente, di proclamazione dell'elezione alla carica di Sindaco del Comune di San Pietro Vernotico della candidata Argentieri Maria Lucia, e alla carica di consiglieri comunali in esito alle suddette elezioni amministrative”. 

A sostegno del ricorso, avevano articolato i seguenti motivi: “eccesso di potere. Violazione di legge. Violazione e falsa applicazione dell’art.71 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dell’art 57, 69, del D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, recante il testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali; della legge 25 marzo 1993, n. 81, recante norme per la elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale; del D.P.R. 28 aprile 1993, n. 132, recante il regolamento di attuazione della legge n. 81/1993”.

Avevano, quindi, chiesto “l’annullamento degli atti impugnati, con conseguente proclamazione alla carica di sindaco del Comune di San Pietro Vernotico del candidato Pasquale Rizzo, in luogo del candidato Maria Lucia Argentieri, con conseguente correzione dell’assegnazione dei seggi nel  consiglio comunale in conformità al corretto risultato elettorale accertato”. 

Costituitosi in giudizio, il Comune di San Pietro Vernotico, rappresentato e difeso dall'avvocato Guido Massari, “ha preliminarmente eccepito l’inammissibilità del ricorso chiedendone il rigetto”. All’udienza pubblica dell’11 ottobre scorso il ricorso è stato trattenuto in decisione. Oggi, venerdì 13 ottobre, il verdetto. 

Facendo riferimento a sentenze del Tar Lazio e del Consiglio di Stato i giudici del Tribunale amministrativo di Lecce hanno stabilito che essendo solo sei le schede contestate  (una nella sezione n. 1, e 5 nella sezione n. 14), e che lo svantaggio tra le due coalizioni è stato di 8 voti, “non sarebbe comunque soddisfatta la prova di resistenza”.

Inoltre “i rappresentanti di lista, pur presenti al seggio elettorale, non hanno effettuato (se non nelle Sezioni nn. 1 e 14), alcun tipo di contestazione all’esito dello spoglio delle schede. Per tali ragioni, non si comprende la ragione per la quale essi hanno inteso procedere alle contestazioni ivi indicate soltanto a distanza di circa un mese dalle elezioni, senza in alcun modo spiegare le ragioni di tale loro tardiva resipiscenza”.

“È evidente allora che tali contestazioni, in quanto non immediatamente verbalizzate, non possono in alcun modo ritenersi affidabili, soprattutto in assenza di ragioni giustificatrici di alcun tipo quanto alla tardività della loro emissione. Ne consegue, sotto tale aspetto, che la presenza di così massive contestazioni (tali da coinvolgere complessivamente 14 Sezioni su 16), poste in relazione con la pressoché totale assenza di un qualsivoglia principio di prova (presente soltanto in relazione a 2 Sezioni), si traduce in una contestazione dai contorni chiaramente esplorativi, come tale finalizzata ad una sostanziale, nuova verifica, dei risultati elettorali”.

“Alla stessa stregua, i ricorrenti lamentano la mancata corrispondenza numerica tra le schede consegnate, quelle vidimate e quelle utilizzate. Senonché, tali circostanze non sono di per sé idonee ad inficiare il risultato elettorale, salvo che si dimostri la concreta irregolarità delle operazioni di voto. Irregolarità di cui non è stato offerto alcun principio di prova. Per tali ragioni, le censure di parte ricorrente presentano tratti di insuperabile genericità e/o evanescenza probatoria, oltre che indubbi contorni esplorativi (coinvolgendo ben 14 Sezioni su 16 Sezioni totali), e per tali ragioni non consentono il concreto scrutinio delle dedotte censure”. Il ricorso, quindi, è stato dichiarato inammissibile. 

Le dichiarazioni di Rizzo

Alla redazione di questo giornale, al momento, è giunta soltanto una nota di Pasquale Rizzo. L’attuale amministrazione non ha inviato alcun commento in merito. Di seguito le dichiarazioni di Rizzo. Eventuali comunicati ufficiali da parte della sindaca Maria Lucia Argentieri verranno aggiunti successivamente. 

“Abbiamo letto la sentenza emessa dal Tar di Lecce sul ricorso elettorale, e, come accade in tutti i  Paesi democratici, prendiamo atto di quanto hanno deciso i Giudici. Le Sentenze non si censurano o si esaltano: si può concordare sull’esito e sui motivi posti a fondamento della decisione, oppure, se non vi è giuridica condivisione, le sentenze si impugnano innanzi al Giudice di grado superiore, nello specifico il Consiglio di Stato. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro con i legali per approfondire le motivazioni poste a fondamento della decisione, ed assumere, nei tempi di Legge, ogni decisione".

"Per quanto riguarda il secondo ricorso proposto contro i vari atti amministrativi adottati dall’Ente ritenuti illegittimi (tra i quali il bilancio), è falso affermare che il Comune ha vinto il ricorso: i ricorrenti hanno deciso di rinunciare alla istanza cautelare di sospensione degli atti, perché il Collegio ha assicurato una celere fissazione di udienza per definire il giudizio con sentenza. Di fatto tutto è stato rinviato senza assumere decisioni, per cui, se gli esiti saranno positivi per l’Ente, non cambia nulla, se gli esiti saranno negativi, più passa il tempo, più sarà difficile per il Comune rimediare alla illegittimità. Anni fa fu impugnato il bilancio del Comune di San Pietro Vernotico, il Tar diede ragione al Comune, ma poi il Consiglio di Stato ribaltò gli esiti sul ricorso al tempo proposto dall’opposizione. Noi non abbiamo fretta, attendiamo con fiducia l’operato della Magistratura, di ogni ordine e grado. Di certo i risultati dei giudizi, sotto il profilo pratico, a prescindere dagli esiti,  non mutano il modello di opposizione ritenuto più corretto, anzi, rafforzano il convincimento di dover, con rigore, svolgere il ruolo di garanzia e di controllo previsto dalla norma”. 

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