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Venerdì, 14 Giugno 2024
Politica San Pietro Vernotico

San Pietro, le elezioni approdano al Tar: Rizzo contesta la vittoria di Argentieri

L'ex primo cittadino, sconfitto con un margine di appena 8 voti dall'unica sfidante, impugna l'esito delle elezioni amministrative, rivendicando la fascia tricolore

SAN PIETRO VERNOTICO – Pasquale Rizzo rivendica la fascia tricolore di San Pietro Vernotico. L’ex primo cittadino chiede di correggere il risulto delle elezioni amministrative che si sono svolte domenica 14 e lunedì 15 maggio. La vittoria è andata a Maria Lucia Argentieri, a capo di una lista di centrosinistra. La prima sindaca donna nella storia di San Pietro Vernotico ha ottenuto 3.565 voti validi, imponendosi con un margine di appena otto preferenze sul sindaco uscente, Pasquale Rizzo appunto, a capo di una coalizione di centrodestra.

A oltre un mese da quel verdetto, Rizzo e altri 15 candidati consiglieri della sua lista (la lista 1), rappresentati dagli avvocati Andrea Sticchi Damiani e Sergio De Giorgi, hanno presentato ricorso presso il Tar di Lecce contro il Comune di San Pietro Vernotico, in persona del sindaco in carica.  I ricorrenti chiedono di “annullare lo scrutinio elettorale e gli atti impugnati con il presente ricorso, correggendo il risultato elettorale relativo all’elezione del Sindaco e del consiglio comunale di San Pietro Vernotico” e “conseguentemente proclamare eletto alla carica di sindaco il candidato Rizzo Pasquale in luogo del candidato Argentieri Maria Lucia”. 

Chiedono inoltre di “annullare per l’effetto, la proclamazione dei candidati alla carica di consigliere comunale e l’assegnazione dei seggi in consiglio comunale operata in attuazione della illegittima proclamazione di Argentieri Maria Lucia alla carica di Sindaco e disporre la correzione della assegnazione dei seggi nel medesimo consiglio comunale in conformità al corretto risultato elettorale accertato”.

Rizzo (lista 1) e Argentieri (lista 2) sono stati gli unici due sfidanti. Che l’esito delle elezioni potesse approdare in tribunale lo si era già intuito la sera del 15 maggio, quando un seggio fu al centro di una diatriba legata all’attribuzione di alcune schede contestate, con intervento delle forze dell’ordine. La proclamazione della Argentieri è stata formalizzata il 16 maggio, con verbale “peraltro compilato in maniera parziale ed errata”, si legge nel ricorso, da parte dell’adunanza dei presidenti delle sezioni, all’esito dello scrutinio. Due giorni dopo la stessa adunanza si è nuovamente riunita “per procedere alla integrazione e rettifica del precedente verbale, nelle parti non risultate correttamente sottoscritte da tutti i presidenti e compilate”. L’esito dello scrutinio, ad ogni, modo, è risultato “sostanzialmente confermato”. 

Le motivazioni

Ma i ricorrenti sostengono che si tratti un esito che non rispecchia il reale riscontro delle urne.  “Nel corso dello scrutinio delle schede votate – si legge nel ricorso - sono state esaminate e qualificate come nulle o bianche diverse schede che invece dovevano essere correttamente attribuite, quali voti validi, in favore della Lista n.1 e del candidato sindaco Rizzo Pasquale”. “E’ altresì accaduto - a detta dei ricorrenti - che taluni voti validi attribuiti alla Lista n.2 ed al candidato sindaco Argentieri Maria Lucia in realtà fossero voti non correttamente e non validamente espressi e, quindi, suscettibili di annullamento”. 
I legali sostengono che se il seggio elettorale “avesse correttamente operato, l’esito della competizione avrebbe registrato risultato opposto, vedendo primeggiare la Lista n.1 ‘Insieme per Rizzo Sindaco’ e quindi determinando la proclamazione di detto candidato alla carica di sindaco del Comune di San Pietro Vernotico”. E di conseguenza cambierebbe anche la composizione del consiglio comunale. 

Le presunte violazioni

In particolare vengono contestate le seguenti irregolarità: “Eccesso di potere”; “Violazione di legge”; “Violazione e falsa applicazione dell’art.71 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dell’art 57, 69, del D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, recante il testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali”; “della legge 25 marzo 1993, n. 81, recante norme per la elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale”; “del Dpr 28 aprile 1993, n. 132, recante il regolamento di attuazione della legge n. 81/1993. Violazione del giusto procedimento”. Inoltre si ravvisa un “vizio istruttorio e di motivazione per travisamento”.
 

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