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Il sindaco Rossi: "Il porto di Brindisi aperto all'accoglienza"

"Siamo chiamati a una disobbedienza civile dettata da un dovere morale. Non intendiamo sottoscrivere pagine di storia sulla pelle di esseri umani"

BRINDISI - Ha scelto la strada della disobbendienza civile, il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, dopo il decreto sicurezza del ministro Matteo Salvini: "Brindisi è città dell'accoglienza. Non è accettabile la speculazione politica su un tema delicato come l'immigrazione affrontandolo come mero raccoglitore di facili consensi. Non è accettabile che ne facciano le spese vite innocenti in serio pericolo".

Veduta di Brindisi e del porto interno

Chiara e netta la posizione del primo cittadino: "Ci sottraiamo ad un modello di politica che si discosta dalla nostra Costituzione e dai valori fondanti che la caratterizzano, improntati alla solidarietà e al rispetto dei diritti umani, sociali e civili degli esseri umani", dice Rossi. "Brindisi si unisce all'appello di tanti altri sindaci italiani ed in nome della Costituzione e dei basilari diritti umani dichiara aperto il proprio porto, per accogliere le tante vite umane rese ostaggio da giorni nel Mediterraneo da una politica disumana e di chiusura che non possiamo condividere", prosegue.

"Oggi siamo chiamati ad una disobbedienza civile dettata da un dovere morale. Non intendiamo sottoscrivere pagine di storia sulla pelle di esseri umani. Storia che, al contrario, ha già visto Brindisi come porto di pace ed accoglienza, in un passato non troppo lontano, con l'emergenza sbarchi degli albanesi in cui l'intera cittadinanza, seppur priva del sostegno del governo nazionale, diede dimostrazione di apertura, condivisione e accoglienza e soprattutto grande umanità”. 

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