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Incidente sul lavoro, Cgil: "Più investimenti in sicurezza e formazione e più controlli"

Macchia: "Una situazione intollerabile contro cui come Cgil di Brindisi ci battiamo da sempre e continueremo a farlo con maggior vigore"

BRIDISI - In riferimento all'incidente sul lavoro verificatosi nella mattinata di oggi, venerdì 16 settermbre nelle cave di contrada Autigno a Brindisi dove un operaio di 46 anni ha perso un braccio, la Cgil di Brindisi, in una nota a firma del segretario generale Antonio Macchia chiede più investimenti in sicurezza e formazione e maggiori controlli. 

"Il grave incidente sul lavoro che si è verificato stamattina nelle cave di Autigno con un operaio rimasto con un braccio tranciato da  un mezzo meccanico, ripropone con urgenza la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Quanto accaduto oggi allunga il triste «bollettino di guerra» che rappresenta una vera e propria emergenza sia sul piano nazionale che su quello locale. Una situazione intollerabile contro cui come Cgil di Brindisi ci battiamo da sempre e continueremo a farlo con maggior vigore".

Antonio Macchi

"Esprimiamo solidarietà nei confronti del lavoratore e della sua famiglia, in attesa di conoscere più dettagliatamente la dinamica dei fatti di questo ennesimo terribile incidente e se sussistano eventuali responsabilità. Come Cgil di Brindisi continuiamo a reiterare la richiesta di elevare gli standard di sicurezza sui luoghi di lavoro, partendo dall'analisi dei dati relativi alla incidentalità sui luoghi di lavoro e lavorando sempre di più sulla formazione e l'aumento dei controlli (rinforzando anche gli organici degli organismi di controllo). Siam o convinti che sia sempre meglio prevenire che curare".

"La Cgil di Brindisi è da sempre impegnata sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Non è nato a caso il nostro «Sportello per la salute e la sicurezza sul lavoro» a cui tutti possono fare riferimento per essere assistiti".

"Attendiamo di conoscere l'esatta dinamica dei fatti per esprimere un giudizio sulla vicenda ma è ora di spezzare questo pericoloso stillicidio. «Si lavora per vivere e non per morire», ogni lavoratore ha il diritto di andare lavoro al mattino e di tornare a casa una volta terminate le proprie ore di servizio. Per questo non ci stancheremo mai di chiedere sempre più forte maggiore vigilanza, più investimenti e formazione del personale, lotta al precariato, per arrestare quanto prima questa emergenza". 

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