Fase 2 e nodo contagi in ospedale: il Cobas "incontra" il prefetto

Le questioni legate alla ripresa delle attività economiche e alla sicurezza degli operatori sanitari al centro di una video conferenza

I temi dell’economia, in vista della fase 2, e della sanità, con le criticità causate dalla pandemia, saranno al centro di un incontro in video conferenza fra il prefetto di Brindisi, Umberto Guidato, e il segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile, che si svolgerà stamattina (martedì 28 aprile) in video conferenza, su richiesta del sindacato. 

“Nel confronto con il prefetto – si legge in una nota a firma di Roberto Aprile - porteremo il nostro punto di vista circa l’imminente riapertura di moltissime aziende in città e in Provincia rispetto alle nuove disposizioni del Governo che riguarderanno il graduale rientro di tanti lavoratori nei propri posti di lavoro. Chiederemo innanzitutto al prefetto di fare una sintesi sullo stato dell’arte dell’attuale stato sanitario della provincia e di seguito dialogheremo su diversi argomenti, primo fra tutti sulla situazione degli ospedali dopo le ultime notizie di altri nuovi contagi del personale sanitario all’ interno dell’ospedale Perrino di Brindisi”.

“Il nodo sanitario all’interno degli ospedali – prosegue Aprile - è di fondamentale importanza per cui ci soffermeremo sulla richiesta di adozione di tutte le misure necessarie per prevenire contagi nel personale sanitario e parasanitario e soprattutto nei pazienti ospitati nelle strutture ospedaliere provinciali. La ripresa delle attività lavorative come è ovvio non avverrà immediatamente ma occorrerà del tempo per ritrovare i ritmi produttivi pre-crisi covid 19 per cui la preoccupazione è alta dal momento che molto verosimilmente si prefigureranno scenari inediti entro i quali qualche azienda, dalle più grandi alle più piccole, potrebbe pensare di approfittarne per ridimensionare le attività e ridurre il personale impiegato. E i settori a rischio sono diversi: dal porto, all’ agricoltura, nella metalmeccanica delle costruzioni e delle manutenzioni (soprattutto nel comparto aereonautico), nel commercio, nella ristorazione ecc”.

“Porremo al prefetto – si legge ancora nella nota del Cobas - la nostra riflessione sulle contraddizioni contenute nell’ accordo del 24 aprile scorso relativo al protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e cercheremo tutte le garanzie di tutela dei lavoratori e di verifica nelle aziende del rispetto non solo del protocollo ma anche del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, Testo Unico sulla Sicurezza sui Luoghi di Lavoro che non può essere derogato perché è e rimane il principio con cui ed entro cui deve essere applicato tale protocollo”.

“Per questo motivo in particolare – prosegue Aprile - chiederemo con forza al prefetto di adoperarsi presso il direttore generale Asl di Brindisi per il potenziamento dello Spesal, già carente di suo prima dell'emergenza Covid-19 ma che ora più che mai dovrà avere in questa fase l'importantissimo ruolo di prevenzione per il controllo del rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro”.

“Sensibilizzeremo il Prefetto alla tutela "attiva" di quei lavoratori che nelle loro aziende denunceranno le inadempienze e le mancate applicazioni del protocollo e del Dlgs. 81/08. Non mancherà occasione che questi possano essere oggetto di ritorsione e rappresaglie da parte dei loro datori di lavoro. Interesseremo il Prefetto anche sul piano sociale per la questione dei ritardi dei pagamenti delle Cig e sulla situazione disperata di molte famiglie che per causa delle misure adottate dal Governo per il contrasto al corona virus hanno perso anche quel minimo di sostentamento che avevano e che la maggior parte, per dimenticanze o per paradossi, sono anche fuori dai destinatari delle misure di sostegno al reddito fatte dal governo”.
“Chiederemo al prefetto – prosegue Aprile - quale rappresentante dell’organo del governo sul territorio, la garanzia del pieno rispetto dei diritti della carta costituzionale; in particolare chiederemo il rispetto alla lettera dell’art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana affinché nessun cittadino, lavoratore subisca pregiudizio per la sua condizione e conseguente preclusione alle misure di sostegno al reddito”.
“Non vorremmo che tutto fosse lasciato al caso e non vorremmo neanche che la situazione, già di per sé allarmante prima della crisi del corona virus, per i motivi sopraggiunti che sappiamo, possa trasformare il problema di ordine sociale in un problema di ordine pubblico. Infine, come sindacato Cobas – conclude Aprile - chiederemo a sua eccellenza il Prefetto, di farsi carico delle nostre istanze e chiederemo di essere sempre invitati ad ogni tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e datoriali che saranno in futuro convocate per condividere i percorsi e le proposte per il rilancio occupazionale, sociale ed economico del nostro territorio”.

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