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De Donno: “Strategia comune dietro a episodi di violenza nel Brindisino”

Intervista al procuratore. Dopo i risultati raggiunti nel 2020, l'obiettivo per il 2021 è di ridurre l'impatto della criminalità organizzata

BRINDISI- “Nonostante alcuni risultati raggiunti, non possiamo gridare vittoria, ma rimboccarci le maniche con lo stesso entusiasmo, individuare le criticità e ridurre la violenza, incidendo su tutti quei reati che possono apparire sintomatici della presenza di organizzazioni criminali di tipo organizzato”: il procuratore della Repubblica di Brindisi, Antonio De Donno, tira le somme dell’annus horribilis che sta per terminare, tra pandemia da Covid-19 e attività d’indagine portate a termine dalle forze dell’ordine, che hanno permesso alla provincia di guadagnare 39 posizioni nel settore “giustizia e sicurezza nel report sulla qualità della vita 2020, passando dalla 88esima del 2019 alla 49esima posizione del 2020.

“È un risultato che nasce dalla cooperazione, dalle sinergie che abbiamo instaurato in ambito istituzionale, tra Procura, Prefettura e Forze di polizia, perché le sinergie sono fondamentali. Abbiamo creato meccanismi di raccordo e cooperazione, oltre che di coordinamento, molto stringenti e molto efficaci che stanno cominciando a dare dei risultati”, dice il procuratore De Donno, ponendosi come obiettivo principale per il 2021 quello di “fare in modo che Brindisi non sia più una delle principali province italiane per indice di criminalità organizzata” dato presentato il 15 dicembre dalle statistiche condotte da Eurispes (Istituto di studi politici, economici e sociali) secondo cui la città di Brindisi è al 29esimo posto per inferenza delle attività della criminalità organizzata.

“Dobbiamo fare in modo che il risultato investigativo sia vincente nel settore che ancora conserva un rilievo determinante delle dinamiche criminose del territorio: gli episodi di violenza abbastanza gratuita a Brindisi e provincia ci fanno sospettare che alla base ci sia una strategia comune, cioè che questa violenza abbia uno scopo, probabilmente di costruire il futuro delle nuove frange delle organizzazioni criminali”, dice il procuratore Antonio De Donno, fiducioso del metodo di lavoro ormai condiviso con le forze di polizia e con la Prefettura che ha sempre dato un grande contributo.

Sulle attività d’indagine sviluppate e concluse con le operazioni

“È chiaro che abbiamo avuto dei successi investigativi ampiamente pubblicizzati dalla stampa locale e, qualche volta, nazionale. Abbiamo ottenuto risultati importanti nel contrasto specialmente dei reati predatori, come nel caso dell’individuazione degli autori che hanno assaltato il furgone portavalori nel 2018, nonchè delle indagini svolte sul contrabbando di sigarette della nave Caprera, per dare solo alcuni esempi di indagine più complesse che abbiamo svolto.

Vi sono state operazione strutturate che nascono quasi sempre da una sinergia molto forte tra la Procura di Brindisi e la Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Stiamo operando bene, in pieno accordo e stiamo condividendo una serie di indagini che, partendo da punti di vista differenti, hanno già portato a risultati di grande rilievo investigativo, come dimostrano le operazioni concluse recentemente sia dalla Direzione distrettuale antimafia che dalla Procura della Repubblica di Brindisi in territori fortemente incisi dalla criminalità organizzata come Brindisi, Mesagne e Carovigno. Quindi c’è stata una visione d’insieme che ha ci ha permesso di operare in modo sinergico e incisivo”.

Sui reati criminosi e la sicurezza dei cittadini

“Se non si ottiene un arretramento notevole della criminalità organizzata, non si ottengono risultati stabili e definiti in termini di sicurezza sociale. Abbiamo anche preoccupazioni su alcuni settori di attività criminose che appaiono sintomatici, perché vediamo una ripresa di azioni intimidatorie ed estorsive, anche in danno di attività d’impresa. E questo ci fa sospettare che l’impatto della criminalità organizzata, almeno in alcune aree della provincia, sia forte". Tuttavia il procuratore aggiunge: “Vi è una percezione netta di maggiore sicurezza sul territorio e questo lo si percepisce anche facendo due passi per Brindisi e nella provincia: diciamo che il cittadino si è sentito rassicurato da una serie di azioni che sono state mirate e studiate, appunto, con lo scopo di eliminare ramificazioni di segmenti criminali troppo radicati sul territorio. Noi siamo riusciti a farlo, ma ripeto, guardo sempre al futuro”.

“Quest’anno abbiamo ottenuto la riduzione di alcuni reati che negli anni scorsi erano di forte allarme sociale: fortemente ridotte le rapine perché vi sono state incisive attività investigative che hanno contrastato proprio il settore da cui partiva la mano d’opera; forte la riduzione anche dei furti”. Poi il procuratore prosegue ancora: “Un accenno devo fare ai reati di incendio di autovetture, abbastanza numerosi quest’anno, un fenomeno che in parte è inspiegabile ma che comunque stiamo cercando di contrastare anche con protocolli condivisi con le varie di forze di polizia giudiziaria. Per questo dobbiamo mantenere i nervi freddi e la calma, e non dare manifestazioni di particolare entusiasmo. Il 2021 è alle porte e il nostro obiettivo è fare in modo che Brindisi non sia più tra le province italiane con un alto indice di criminalità”.

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