"Ora basta". I medici esasperati scrivono a prefetto e procuratore

Tutte le sigle sindacali dei professionisti di base e ospedalieri firmano il rapporto - denuncia su rischi, disagi e ritardi

Medici e coronavirus (Ansa)

BRINDISI – Gli eroi sono stufi e arrabbiati. Dopo gli infermieri, i sindaci e l’Anci, anche i medici della provincia di Brindisi mettono nero su bianco il report del disagio che stanno sopportando da settimane, e lo spediscono in copia per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per il direttore del Dipartimento promozione della salute e del benessere sociale, Vito Montanaro, per il direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, e per conoscenza al prefetto Umberto Guidato e al procuratore capo della Repubblica, Antonio De Donno.

Il documento è il frutto di un confronto avvenuto stamani tra i sindacati dei medici di base ed ospedalieri, ed è stato diramato dall’Ordine provinciale dei medici chirurghi ed odontoriatri con la firma anche di Aanao, Anpo Fials, Nuova Ascoti, Aaroi, Cimo, Fesmed, Cisl Medici, Cgil Medici, Fassid, Fimmg, Snami, Uil Medici. Insieme, tutte le sigle che organizzano medici di base, dirigenti medici e direttori di divisioni delle strutture ospedaliere brindisine, denunciano tutte le carenze e le difficoltà che devono affrontare in ogni minuto di questi difficilissimi giorni.

“L’Omceo di Brindisi,  insieme alle sottoscritte organizzazioni sindacali della dirigenza medica e  sanitaria e dei medici di medicina generale, denunciano quanto segue:

- Intollerabile ritardo nella effettuazione e refertazione  (fino a a 4-5 gg. di attesa a fronte dei normali tempi di refertazione di poche ore) dei tamponi “Covid-19” ,  che espone pazienti,  operatori sanitari e la comunità ad altissimi rischi , nonché a gravissimi problemi organizzativo-assistenziali;

- Mancanza di aree e percorsi distinti per pazienti sospetti o accertati “Covid 19”;

 - Inadeguata fornitura , qualitativa e quantitativa, di DPI;

- Inosservanza delle linee di indirizzo regionali in tema di “Strategia di depistaggio e di diagnosi di Covid 19 in ambiente assistenziale” ovvero isolamento immediato , con contumacia , dei  “contatti stretti” del caso accertato;

- Necessità di puntuale comunicazione da parte del Dipartimento di Prevenzione dei casi sospetti ed in quarantena da Covid 19, ai Mmg e alle strutture ospedaliere;

- Impossibilità di dimettere/trasferire i pazienti guariti clinicamente ma non ancora virologicamente negativizzati, con conseguente impossibilità ad accogliere nuovi pazienti.

In mancanza di immediate e risolutive risposte alle criticità denunciate, dichiarano che intraprenderanno ogni ulteriore iniziativa a tutela della popolazione e degli operatori sanitari”.

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Il discorso è chiaro, come la comunicazione preventiva a prefetto e procuratore. Quando la sicurezza del personale medico, paramedico e dei pazienti è esposta a forte rischio, non si può più rinviare, aspettare, non disporre di dati, ed essere pertanto mandati ad affrontare a mani nude la pandemia, a partire dalle città e dagli studi dei medici di base, delle postazioni del 118, che sono gli avamposti e gli osservatori dei processi di contagi.

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