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A Brindisi meno della metà delle donne denuncia la violenza subita: ecco i dati provinciali

Il report, riferito al 2022, prende in esame i numeri del Brindisino dal monitoraggio dei Centri antiviolenza pugliesi. La provincia detiene il miglior risultato in termini di risoluzione dei casi in tutta la regione, con la fuoriuscita da situazioni di pericolo. Merito di associazioni che lavorano costantemente sul campo

BRINDISI - L’assurda morte della giovane veneta Giulia Cecchettin, per cui è indagato il suo ex fidanzato, ha risvegliato di colpo il dibattito pubblico italiano sul tema della violenza contro le donne. Eppure la povera ragazza non è l’ultima vittima della serie. Negli ultimi due anni, secondo quanto riferito dall’associazione “Io donna” di Brindisi (in base al rapporto annuale del gruppo di ricerca della Casa per non subire violenza di Bologna) in Puglia sono state uccise nove donne in ambito familiare. Spesso chi riesce a fuggire da questa violenza cieca, però, deve fare i conti per molto tempo con gli effetti causati dal trauma: tre donne pugliesi, una delle quali a Brindisi, convivono ancora con le conseguenze di un tentato omicidio. Un’altra donna della provincia di Brindisi - sempre in questo lasso di tempo - ha subito un’aggressione gravissima riportando lesioni permanenti.

Del resto quello della violenza contro le donne è un fenomeno purtroppo radicato nel Paese. Lo sta raccontando proprio in questi giorni, nelle sale cinematografiche italiane, la regista ed attrice Paola Cortellesi con il suo suggestivo film “C’è ancora domani”. Il modo per combatterlo è prima di tutto quello di conoscerlo tramite i dati. 

L’ultimo report a disposizione

Nel 2022 sono state 174 le donne a rivolgersi ai Centri antiviolenza della provincia di Brindisi sulle 2.258 di tutta la Puglia. In prevalenza, presentano un livello di istruzione medio-basso ed oltre un terzo di loro non possiede un proprio reddito. Infatti, il 26.4 per cento di chi ha chiesto aiuto nel Brindisino risulta “non occupata” ed il 10.7 per cento è casalinga. Sempre tra queste, le donne che lavorano continuativamente sono il 30 per cento mentre quelle precarie il 19 per cento. 

Insomma, i dati tratti dal secondo focus del 2023 dell’Ufficio statistico Regione Puglia (Servizio minori, famiglie e pari opportunità) e tenuta registri “Monitoraggio accessi ai Centri antiviolenza e alle case rifugio”, testimoniano come la dipendenza economica dall’uomo sia ancora oggi un ulteriore ostacolo nel percorso di uscita dal vortice della violenza.

La grandissima maggioranza di queste donne ha figli (in tutta la Puglia il 74 per cento), spesso loro stessi vittime di violenza e, in ogni caso, spettatori inermi di atti efferati perpetrati contro le madri. Lo scorso anno, nel Brindisino, i minorenni coinvolti sono stati il 58.8 percento.

Un dato confortante arriva dall'aumento delle denunce in Puglia: si è rilevato come il 47.9 per cento delle donne si sia rivolto alle forze dell’ordine, comportando un aumento del 4.8 per cento rispetto al 2021. Nonostante ciò, rimane quel senso di diffidenza determinata dalla pressione psicologica subita da tali persone, condizionate dai lunghi tempi dei procedimenti relativi alla denuncia. Inoltre, va considerato che spesso le vittime hanno paura di non essere credute. Lo scorso anno nella provincia di Brindisi ha denunciato il 46.8 per cento delle donne che hanno chiesto supporto ai Centri antiviolenza.  

Due sono i dati (relativamente positivi) che contraddistinguono il Brindisino in Puglia: qui le donne straniere, originarie di Paesi Ue ed extra Ue, che si sono rivolte ai centri antiviolenza sono state il 12.6 per cento del totale; circa il doppio rispetto ai numeri delle altre aree della regione. Inoltre, la provincia detiene il miglior risultato in termini di risoluzione dei casi, con la fuoriuscita da situazioni di pericolo per il 23.2 per cento delle donne

A chi chiedere aiuto

Esistono varie strutture ed organizzazioni nate per supportare ed accogliere le donne che hanno subito violenza. Tra queste, l’associazione Io donna di Brindisi è costantemente attiva in tutto il territorio, e collabora con gli Ambiti territoriali 1 e 4 (Comuni capofila Brindisi e Mesagne). Mediante il coordinamento della rappresentante Lia Caprera, si avvale dell’importante contributo di risorse umane volontarie. Il gruppo offre alle vittime di violenza diversi tipi di assistenza gratuita: ascolto telefonico, percorsi di fuoriuscita dalla violenza, colloqui, valutazione del rischio, sostegno psicologico, consulenza legale, ospitalità in casa di rifugio con indirizzo segreto, gruppi di condivisione, orientamento verso altri servizi, informazione e sensibilizzazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Sono interessate le donne coinvolte nei casi di violenza fisica, psicologica, sessuale, economica, stalking, molestie sui luoghi di lavoro e violenza assistita

Chi si trova in situazioni di difficoltà deve chiedere aiuto, può contattare l’associazione “Io donna” ai seguenti numeri: o al fisso 0831522034, o al mobile 3203253755 oppure al numero di emergenza 3292236792 (quest’ultimo contattabile anche con messaggio whatsapp).
 

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