Domenica, 1 Agosto 2021
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"Un’altra vittima dello sfruttamento e del mancato rispetto della dignità dei lavoratori agricoli"

Riceviamo e pubblichiamo le note dei sindacati sul caso del migrante di 27 anni, deceduto per un malore dopo aver lavorato nel campi sotto al sole cocente, ieri giovedì 24 giugno

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo le note dei sindacati sul caso del migrante di 27 anni, deceduto per un malore dopo aver lavorato nel campi sotto al sole cocente, ieri giovedì 24 giugno. 

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil

"Tornando a casa, dopo una giornata a lavorare nei campi di Brindisi, sotto una temperatura insostenibile di 40°, Camara Fantamadi, stremato dalle fatiche si è accasciato perdendo la vita. L’ennesima vittima innocente di condizioni gravose ed insostenibili nei campi della nostra Regione. La Magistratura accerterà le responsabilità ma questo fatto gravissimo deve suscitare preoccupazione e mantenere acceso il faro sulla condizione in cui vivono migliaia di lavoratori stranieri impiegati in condizioni disumane e di grave sfruttamento, in violazione non solo alle Leggi ma anche alle più elementari norme di rispetto della dignità della persona.”

Lo dichiarano in una nota congiunta i Segretari Generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Antonio La Fortuna, Cosimo della Porta e Luigi Vizzino.

“Nell’esprimere sdegno e preoccupazione per l’accaduto invitano le istituzioni tutte a vigilare e arginare qualsiasi ulteriore forma di sfruttamento e reclutamento illegale. Non conosciamo, ancora, se il cittadino Malese risultasse regolarmente assunto, sappiamo con certezza però che la platea delle comunità extracomunitarie vengono costretti a sottostare al ricatto, allo sfruttamento ed alla intermediazione illegale e sommersa.

C’è bisogno di più Stato, c’è bisogno di più dignità per i tanti volti poco noti e poco apprezzati ma molto utili alla nostra Agricoltura, senza i quali non sarebbe più possibile la coltivazione dei campi e la produzione agricola.

Paghe di pochi euro l’ora, assenza di contratti, lavoro nero, ricatti, a questo si aggiunga la mancanza di politiche di accoglienza e di integrazione realmente efficaci. Tutto questo non è più tollerabile. Crediamo che dal lavoro, da una giusta e legale retribuzione e da condizioni umane di accoglienza sia necessario partire per dare risposte reali ai bisogni di tutti”.

“E’ indispensabile che le la Sezione Territoriale del Lavoro Agricolo i qualità assuma, finalmente, iniziative rispetto alle prerogative che la Legge 199 del 2016, attribuisce affinché, oltre al contrasto del lavoro nero, siano assunte iniziative efficaci rispetto al trasporto, alle condizioni abitative ed al mercato del lavoro. Ci auguriamo,infine, che, in seguito a questo ulteriore accadimento, tutte le parti negoziali avvertano quella sensibilità e responsabilità necessari per un rapido rinnovo del contratto degli operai agricoli".

Segretario generale Cgil Antonio Macchia e segretario generale Flai Cosimo Della Porta

La morte non ha colore, la morte sul lavoro non ha  ragione. A distanza di anni ci ritroviamo il ripetersi della storia di Paola Clemente, quando in un’estate caldissima di 6 anni fa, il 13 luglio 2015, è morta di fatica nelle campagne di Andria, in Puglia, faceva la bracciante e forse nulla ancora ci ha insegnato il passato, forse ancora troppo poco è stato fatto nell’attuazione della lg. 199/2016.

I profitti per la raccolta non devono oltrepassare la decenza della vita umana. Sono sempre più pressanti le richieste da parte della Flai e della Cgil finalizzate a rafforzare la rete del lavoro agricolo di qualità, per istituire tramite le istituzioni un servizio di trasporto pubblico per i lavoratori agricoli per evitare che, come appunto accaduto a Camara Fantamadi, un ragazzo di soli 27 anni, i braccianti tornino a casa dopo una dura giornata di lavoro nei campi sotto il solo cocente. 

Perché di questo si tratta. Il povero Camara Fantamadi era arrivato a Brindisi da soli tre giorni con la prospettiva di avere una vita migliore, una gran volontà di dimostrare le sue capacità lavorative per aspirare ad una misera occupazione con un rapporto di lavoro intermittente, a tempo determinato, in cambio di pochi euro. Purtroppo, la giovane vita del povero bracciante è stata stroncata dalla dura fatica e dal caldo torrido presente in questi giorni, si è accasciato al suolo mentre tornava a casa in bicicletta.

Esiste ancora una ferocia nello sfruttamento del lavoro dei migranti che è la causa di condizioni disumane con gravi ripercussioni sulla salute: di fronte a tutto questo, non degno di un paese civile, tutti si devono assumere le responsabilità e non far finta di nulla. 

Saranno gli Organi Inquirenti a fare piena luce su tutta la vicenda, ma riteniamo fondamentale sollecitare le Istituzioni preposte a porre in essere ogni utile iniziativa tesa al rispetto della Legge 199/2016 per contrastare lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, il lavoro nero, il mancato rispetto dei contratti di lavoro, così come occorre garantire, tra l’altro, il trasporto gratuito dei braccianti agricoli immigrati per recarsi al lavoro ed il diritto ad un alloggio idoneo anche per contrastare il fenomeno del caporalato e per la promozione del lavoro agricolo di qualità.

Quanto accaduto rappresenta l’ennesima “morte annunciata”, una situazione non degna di un paese civile, che non ha solo il dovere dell’accoglienza e dell’inclusione sociale, ma soprattutto del rispetto delle persone. Persone di cui “alcuni” si accorgono solo quando scarseggiano le braccia per zappare la terra.

Si applichi la Legge 199 senza ulteriori indugi. E si mettano in atto provvedimenti straordinari per evitare il ripetersi di simili tragedie. A tal fine Flai e Cgil chiederanno un urgente incontro in Prefettura.

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