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La via verde del Canale Reale: un progetto per la fruizione e la tutela del territorio

L'idea progettuale è sostenuta dall’associazione Cicloamici Fiab e Comune di Mesagne e dall’Università del Salento

BRINDISI - Realizzare una via verde del Canale Reale è l'idea progettuale presentata il 24 gennaio nel secondo tavolo tematico che si è tenuto a Palazzo Nervegna di Brindisi, dedicato al patrimonio culturale e ai sistemi di fruizione. Al tavolo è stata presentata dal professor Antonio Licciulli una ipotesi progettuale relativa alla creazione di questa via, idea sostenuta, congiuntamente, dall’associazione "Cicloamici Fiab Mesagne", dall’Università del Salento e dal Comune di Mesagne.

La "via verde del Canale Reale" oltre che identificare un percorso a piedi e in bicicletta è stata presentata come uno strumento ecologico utile a preservare le qualità ambientali del paesaggio, rendere fruibili e accessibili ambiti naturalistici storici e archeologici eterogenei e mettere in sicurezza i fruitori del paesaggio. Una via verde è definita come uno spazio aperto lineare realizzato lungo un corridoio naturale, come un argine di fiume, una valle fluviale o una serra, o lungo una ferrovia dismessa convertita ad uso ricreativo, un canale, una strada panoramica o altro percorso. È un percorso naturale o paesaggistico per il passaggio pedonale o ciclabile. Un connettore che collega parchi, riserve naturali, elementi culturali o siti storici tra loro e con aree cittadine.

Gli architetti e paesaggisti già a metà del XIX secolo avevano iniziato a realizzare corridoi ecologici prossimi e all’interno di aree urbane (New-York, Boston, Londra) sulla base di progetti pionieristici. Tra le più celebri e recenti la via verde Londra Parigi.  L'Università del Salento ha da poco sottoscritto un accordo con il Huaiyin Institute of Technology per la valorizzazione turistica del canale imperiale in Cina che include la progettazione di una delle più lunghe greenway al mondo sul modello delle alzaie.  Il progetto in Italia sarebbe tra i primi di questi esempi di integrazione della fruizione con la tutela dei territori.

torre guaceto-6

"Il progetto di fattibilità - come spiegano gli organizzatori dell'incontro - ha individuato una serie di criticità e prerequisiti. Occorre approfondire, infatti, la valorizzazione e la conoscenza degli attrattori sulla via verde, creare di un repertorio aggiornato dei beni archeologici monumentali e naturalistici, implementare le informazioni su un sistema informativo territoriale condiviso e accessibile a tutti i portatori di interessi. La presenza di un 'corridoio ecologico' si spera serva, poi, da dissuasore al diffuso fenomeno dell’abbandono dei rifiuti lungo il canale reale e le strade comunali."

Il progetto di corridoio ecologico mira a connettere in sicurezza la riserva naturale di Torre Guaceto,  il percorso della civiltà rupestre, i beni archeologici e naturalistici e la ferrovia dismessa della marina militare in territorio di Mesagne per una lunghezza di 52 chilometri tra percorso pianeggiante e una impercettibile pendenza, con un dislivello complessivo di 150 metri. 

Badessa, panoramica

Sul percorso sono stati individuati alcuni attrattori di rilievo: fonte di Strabone (la sorgente del canale reale nonché punto di inizio del percorso), masserie storiche e monumentali (Antoglia, Giovannella, Canali, Cafaro, Iannuzzo, Baccatani, chiese (Madonna dei Grani) e cripte rupestri (San Giovanni e San Biagio), siti archeologici (specchia Giovannella), Torri (regina Giovanna) ed infine la riserva naturale di Torre Guaceto con l’omonima torre a fungere da punto terminale del percorso.
 

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