Caso "Boa Gialla", il sindaco scarica sui proprietari del terreno

"Non hanno presentato domanda". Ma i Conte avevano invece presentato un progetto rimasto senza risposta

BRINDISI – Se quella apparsa nel primo pomeriggio di oggi 4 luglio sulla sua pagina Facebook del sindaco Riccardo Rossi è una risposta a quanto scritto l’1 luglio su BrindisiReport dal consigliere comunale Massimo Ciullo a proposito della vicenda del centro servizi Boa Gialla, sul versante sud-est dell'Area marina protetta di Torre Guaceto, molto probabilmente non offre la soluzione giusta.

Cosa scrive il sindaco: “Facciamo chiarezza sul parcheggio ad Apani nei pressi del Boa Gialla. I terreni lungo tutta la litoranea sono terreni agricoli. Per consentire la fruibilità della costa abbiamo pubblicato un avviso ai proprietari di terreni per essere autorizzati all'attività temporanea estiva di parcheggio. Alcuni hanno presentato domanda e sono stati immediatamente autorizzati.”

“Il proprietario del terreno di Apani – afferma il sindaco Rossi - non ha presentato alcuna domanda. Quando presenterà la domanda sarà anche lui immediatamente autorizzato, come gli altri. Quindi non è il Comune che chiude il parcheggio, questa è una fake new, ma il proprietario che non ha risposto all'avviso pubblico. Ripeto se chiede l'autorizzazione la riceve come gli altri.”

area parcheggio boa gialla apani-2

La famiglia Conte, che per anni ha gestito il Boa Gialla, smontando le strutture a fine stagione e rimontandole quella successiva, ha operato con permesso a costruire che nel 2019, con atto dirigenziale del funzionario preposto del Comune di Brindisi, era stato considerato temporaneo, anche se vi è autorizzazione paesaggistica non temporanea, ma con scadenza di cinque anni. Inoltre era stata inibita, con la stessa ordinanza di demolizione, anche l’area di parcheggio di circa un ettaro, su terreno agricolo di proprietà dei Conte, aveva scritto Ciullo l'1 luglio.

Il progetto presentato per i servizi al Boa Gialla

La risposta attesa dai Conte – ecco perché non risulta domanda – secondo Ciullo non riguarda il rilascio di una autorizzazione temporanea, bensì il progetto presentato dagli stessi, che avevano scelto questa strada per risolvere la questione senza affidare tutto il problema alla giustizia amministrativa (avverso le ordinanze di demolizione era stato opposto ricorso). Ma in mancanza di riscontri, ha fatto sapere Ciullo, “hanno già contrattualizzato per decine di migliaia di euro delle forniture per le semine di questo periodo. Di conseguenza, il Comune è avvisato: se dovesse essere tentato di procedere con delle requisizioni temporanee forzate per i parcheggi, dovrà anche risarcire i danni ai proprietari. “

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