Dema, Task Force su occupazione: impegno per azzerare gli esuberi

Dema deve presentare un piano industriale dettagliato scongiurando tagli di teste per gli occupati di Dema e Dar, ma anche di prolungare la cassa integrazione per i lavoratori Dcm,

BRINDISI – Nella giornata odierna si è tenuto in Prefettura il tavolo promosso dalla Task Force regionale su invito unitario delle organizzazioni sindacali sull’occupazione. Al tavolo oltre al prefetto Umberto Guidato, al presidente Leo Caroli ha partecipato il sindaco Riccardo Rossi, il presidente della regione Puglia Michele Emiliano, l’amministratore delegato del gruppo Dema-Dar-Dar, ing. Renato Vaghi e il presidente di Confindustria Brindisi Patrick Marcucci

Tutte le organizzazioni sindacali unitariamente hanno richiesto a Dema esuberi zero. Dema, quindi, deve presentare un piano industriale dettagliato di un suo rilancio industriale scongiurando tagli di teste per gli occupati di Dema e Dar, ma anche di prolungare la cassa integrazione per i lavoratori Dcm, destinati a fine gennaio in regime di Naspi. Emiliano ha dichiarato la sua disponibilità a sostenere i lavoratori e le aziende fattivamente, mentre il sindaco ha invitato Vaghi ha presentare nel prossimo tavolo fra 20 giorni un piano di salvaguardia occupazionale del nostro territorio. Tutti compreso Confindustria hanno apprezzato la compostezza e la dignità dei lavoratori e dei sindacati che li rappresentano.

Fiom

La Fiom ritiene che l'incontro sia stato utile a scongiurare le frustrazioni e le apprensioni prodotte dall'annuncio di un piano Tagliateste di 15 lavoratori in Dema e di altri 23 in Dar (per non parlare dei 58 lavoratori in cassa integrazione della Dcm  destinati a finire in Naspi). Naturalmente al tavolo ci sono state dichiarazioni di intenti da parte di Dema a ricercare soluzioni positive, ma ad oggi non ci hanno dichiarato neppure una riduzione degli annunciati esuberi. Ma la Fiom e tutte le organizzazioni sindacali qualora non ci fosse una rivisitazione del piano che eviti assolutamente gli esuberi (che a nostro parere non sono comprensibili in Dema che aspetta l'arrivo di nuove macchine tecnologiche avanzate che fanno del sito di Brindisi punto di eccellenza, menchemeno in Dar  dove i lavoratori sono chiamati abitualmente a fare straordinari continui per fare fronte alla richieste della committenza), saranno costretti a difendere i lavoratori, le loro famiglie e lo stesso territorio che non potrebbero sopportare assolutamente altre perdite di posti di lavoro che si aggiungerebbero a quelli di Tecnomessapia, Leurcci, Tecnogal, e a tutto quello che potrebbe trascinare su Brindisi la crisi Arcelor-Mittal di Taranto. Quindi come Fiom chiediamo una assunzione di responsabilità corale che salvi il futuro dei lavoratori e delle stesse aziende esistenti nel nostro territorio in generale e nel comparto aereo spaziale in particolare.

Fim Cisl

“Finalmente l’azienda ha mostrato al tavolo un atteggiamento responsabile, eliminando le rigidità palesate al Mise, sede in cui era stato annunciato un corposo piano di esuberi che vedeva interessate circa 300 persone sul territorio nazionale, circa 100 delle quali sul territorio brindisino. Abbiamo ascoltato parole come: soluzioni, ripartenza, investimenti e rilancio. Condizioni che, per noi, sono necessarie ad intraprendere un percorso responsabile di trattativa per poter portare il gruppo in acque sicure. Naturalmente, noi saremo lì pronti a dare il nostro contributo in termini di merito nella discussione, sottolineando la necessità di scendere nei prossimi incontri nei dettagli del piano industriale sito per sito superando la parola “esuberi” e gestendo la transizione anche mediante l’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi”.

Cobas

Il Cobas nel suo intervento ha espresso sinteticamente due punti chiave: zero esuberi, l’importante è tenere tutti dentro per una soluzione positiva della vertenza. L’utilizzo di ammortizzatori sociali rivolti a gestire una situazione transitoria, in vista di maggiori attività previste entro un paio di anni.

Le dichiarazioni di Emiliano

L’incontro è stato il primo di una serie che vedrà coinvolto a Roma il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero del Lavoro per decidere sugli ammortizzatori sociali che potranno essere erogati. La Regione si è detta pronta a cofinanziare ogni strumento di integrazione al reddito soprattutto per la formazione del personale: in tempi stretti – entro venti giorni – sarà convocato il prossimo tavolo per analizzare l’andamento della vertenza.

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