Sindaci di nuovo riuniti sul web per contagi Rsa e ospedali

In serata Riccardo Rossi ha comunicato gli esiti. Lettera degli ospiti del Focolare: "Non trasferiteci fuori provincia"

BRINDISI – Comunicazione serale  del primo cittadino di Brindisi, Riccardo Rossi, sulla seduta online della Conferenza dei Sindaci tenutasi nel primo pomeriggio di oggi 15 aprile, con la partecipazione del direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone, e del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, su ciò che sta avvenendo negli ospedali della provincia, a partire dal “Perrino”, e in alcune strutture socio-assistenziali come “Il Focolare” nel capoluogo, dove è subentrata la Asl nella gestione sanitaria dopo 102 casi di contagio.

Ma se, quando tutto sarà finito, nulla dovesse cambiare, quando anche la famosa sanità lombarda è nell’occhio del ciclone (giustamente), a nulla saranno servite queste settimane che per molti, a partire dal personale sanitario e dalle famiglie delle persone contagiate, sono state di sofferenza, frustrazione, rischi, fatica, paura. Una cosa emerge sempre con maggiore chiarezza: la risposta alla pandemia in Puglia e a Brindisi è arrivata in ritardo.

Sono i tamponi il simbolo della situazione, con i risultati dei test giunti spesso troppo tardi, gli screening sollecitati e partiti in non pochi casi a babbo morto dovuti alla lunga assenza di un laboratorio per i test in loco. Bisognerà anche ragionare sull’ubicazione dei ricoveri Covid, sparsi per due dei tre ospedali rimasti in una provincia subissata più delle altre cinque dai tagli del piano ospedaliero regionale. Ma, giustamente, bisognerà parlarne dopo. Purché se ne parli.

I contagi giunti in una Rssa come “Il Focolare”, che oggi in una lunga nota spiega che tutte le precauzioni sono state assunte sin dal 27 febbraio scorso; quelli del centro di riabilitazione di Ceglie Messapica; lo screening su tutte le altre strutture assistenziali e case di riposto partito solo ora sono stati il tema della discussione oggi in Conferenza dei Sindaci. I tamponi a tappeto si faranno, ha garantito la Asl, c’è una task force in movimento.

La Asl farà conoscere ai sindaci anche gli esiti dello screening nei singoli reparti dell’ospedale “Perrino”, e ha fatto sapere che in caso di aggravamento della situazione, gli ospiti del Rsa che dovessero trovarsi in situazioni critiche potrebbero essere spostati in centri, già individuati, delle vicine province di Bari e Lecce. Soluzione sgradita agli interessati i quali, vedi lettera nell’altra parte dell’articolo, chiedono in alterativa l’utilizzo di strutture a Brindisi.

Intanto i ricoveri in ospedale degli anziani trovati positivi a “Il Focolare” sono saliti a quattro, con uno disposto nella giornata odierna, ha fatto sapere Rossi. E sono sempre i contagi avvenuti nella Rssa che porteranno presto a 150 i casi di positività della città di Brindisi, che ad oggi, stando ai dati comunicati dalla Regione Puglia, è a quota 95, e ad innalzare il totale della provincia.

Si è parlato anche di supporto al personale sanitario che non vuole o non può obiettivamente rientrare a casa a fine turno: alcuni sono attualmente ospitati nella foresteria del Santuario di Iaddico, per altre esigenze Federalberghi mette a disposizione tre hotel del capoluogo. Siamo all’inizio o alla fase 2 della pandemia, in provincia di Brindisi? Lo sapremo nei prossimi giorni.

La lettera di alcuni ospiti de Il Focolare

Ma sulla ipotesi dei possibili trasferimenti, alcuni ospiti de “Il Focolare” hanno inviato una lettera aperta al governatore Michele Emiliano, al direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, al questore   Ferdinando Rossi, al prefetto Umberto Guidato, a Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Promozione della Salute della Regione, e alla stessa Rssa.

“Noi sottoscritti Salerno Maurizio, Campioto Daniela e Anna, Terranova Anna, Daniele Gaetano, Achenza Loriana, quali familiari di persone degenti presso la Rssa "il Focolare", attualmente interessata dalla situazione emergenziale derivante dal diffuso contagio da Covid 19, rappresentiamo alle signorie vostre quanto segue.

Ci è personalmente nota, ed è comunque facilmente immaginabile, la condizione di smarrimento e timore dei nostri familiari ai quali, già da molto tempo, per ragioni strettamente precauzionali, è stato impedito ogni contatto con i propri cari.

“Dopo l'inatteso insorgere dell'emergenza, proprio quella che il predetto isolamento precauzionale intendeva evitare, al gravissimo disagio sopra descritto si è aggiunto il giustificato timore per l'incerto evolversi della malattia che li affligge e per la prospettiva certa di rimanere lontani dai propri familiari per tutto il periodo in cui persisterà la positività al Covid 19.

A tale condizione di stress, per quanto in queste ore è dato di apprendere da notizie diffuse da stampa e social network, potrebbe aggiungersi l'ulteriore possibilità per circa settanta anziani, molti dei quali già disabili, di essere trasferiti in strutture situate fuori dalla provincia di Brindisi (in Acquaviva delle Fonti o Conversano).

Ebbene tale ipotesi, laddove realmente si verificasse, a parere degli scriventi costituirebbe, per i propri congiunti, un ulteriore trauma, che causerebbe maggiore disorientamento e indebolimento psico-fisico.

Accanto alla necessità di fronteggiare efficacemente l'emergenza sanitaria in corso, noi sottoscritti rappresentiamo pertanto l'altrettanto prioritaria necessità di preservare le risorse fisiche e mentali degli ospiti della Rssa ‘Il Focolare’, indispensabili agli stessi per fronteggiare la difficile lotta contro l'infezione che li ha aggrediti, preservandoli da uno sradicamento che li renderebbe ancora più confusi e fragili.

La richiesta che accoratamente rivolgiamo è dunque quella di privilegiare ogni possibile soluzione dell'attuale emergenza che non si traduca nell'allontanamento fisico dalla struttura ospitante e comunque dal territorio di Brindisi.

Tra le soluzioni alternative possibili sia consentito indicare prioritariamente un intervento di progressiva e rapida sanificazione della struttura ‘Il Focolare’ per piani o reparti con collocazione temporanea degli ospiti attualmente risultati non contagiati in altro ambiente, che potrebbe essere indicativamente individuato all'interno del complesso del vecchio "Ospedale Di Summa"; nel nuovo edificio destinato a Seminario, che risulta essere stato messo a disposizione, o in ultimo negli ambienti della Clinica Salus, attualmente pressoché libera da ricoverati, la cui proprietà avrebbe parimenti espresso la propria disponibilità.

I sottoscritti attendono fiduciosamente una valutazione attenta e bilanciata dei diritti e dei valori umani in gioco nella presente vicenda, al fine di individuare tra le possibili soluzioni quella meno gravosa per i soggetti dolorosamente coinvolti. Infine, Vi chiediamo di essere preventivamente informati di ogni decisione che sarà assunta”.

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Articolo aggiornato alle 21.35 del 15 aprile 2020 (Lettera ospiti de "Il Focolare")

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