Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Rapina in gioielleria e spari in un palazzo, arrestati brindisino e complice

Il colpo a Lecce: in carcere Antonio Gabellone, 20 anni. Presa di mira l'oreficeria dell'area commerciale Centrum. Fermato anche Roland Karaj, 22, di nazionalità albanese, ma residente a Brindisi: ha cercato di fuggire sul terrazzo di un condominio. Bottino del valore di 150mila euro

BRINDISI – Da  Brindisi a Lecce per una rapina in gioielleria che è finita come nessuno dei due trasfertisti avrebbe voluto: inseguimento, spari in un condominio vicino e arresto. In carcere sono finiti Antonio Gabellone, 20 anni, nato e residente in città, e Roland Karaj,22 anni, un ragazzo di nazionalità albanese, presi dagli agenti delle Volanti del capoluogo salentino per il colpo nell’oreficeria Prisma, nell’area commerciale Centrum, messo in atto questa mattina alle 11,30.

Rapina gioielleria Lecce-3Gabellone, difeso dall’avvocato Francesco Cascione, dieci giorni fa, era stato segnalato alla Procura di Brindisi dagli agenti della sezione Antirapina della Squadra Mobile diretti dal vice questore aggiunto Alberto Somma perché trovato in possesso di una pistola giocattolo modificata in modo tale da sembrare vera.

VIDEO: IL MOMENTO DELL'IRRUZIONE

Non è chiaro se quell’arma così modificata sia stata usata effettivamente nel colpo di oggi. Certo è che Gabellone ha finito la sua corsa in carcere e con lui, l’altro che ha mantenuto la speranza di restare in  libertà qualche metro in più, dando prova di resistenza. Sono accusati entrambi di rapina aggravata, porto di armi clandestine e resistenza a pubblico ufficiale.

Rapina Gioielleria Centrum 2-2-2

I due hanno preso di mira la gioielleria della zona Centrum, fra le vie Giovanni Paolo II e Alcide De Gasperi, in direzione dello stadio. Erano armati e facendo vedere la pistola hanno intimato ai presenti di non muoversi. Avevano tre grosse buste per raccogliere i gioielli. Ne hanno fatto incetta. E hanno tagliato la corda. All’interno era già partito l’allarme antirapina con chiamata all’istituto di vigilanza Alma Roma, da qui c’è stata segnalazione alle Volanti.

VIDEO: L'IRRUZIONE ARMATA

Nel giro di pochi istanti sono arrivati vigilantes, polizia e carabinieri per bloccare la zona e il primo è finisce nella rete a stretto giro. Il secondo è riuscito a macinare più strada, raggiungere via Alcide De Gasperi, scavalcare il muro di cinta di una palazzina e a entrare in un condominio. Una volta dentro, è salito sino all’ultimo piano per arrivare al terrazzo e tentare la fuga sui tetti, unica possibilità. A questo punto, i residenti hanno sentito tre spari, qualcuno ha raccontato di quattro colpi di pistola: sono quelli sparati contro la porta che conduce al terrazzo e che non si è aperta. Fine della corsa anche per il secondo. Arrestato pure lui.

Nel pomeriggio, in Questura a Lecce, sono stati resi noti i particolari dell'arresto nel corso di una conferenza stanpa seguita dai colleghi della redazione di Lecceprima: Gabellone aveva una pistola in metallo, di calibro 6.35, priva di marca, modello e matricola, munita di caricatore contenente cinque cartucce, rinvenuta con cane armato e una sesta cartuccia camerata, pronta a fare fuoco. Karaj aveva una  calibro7.65,  di marca Beretta.

Quanto al bottino, in un sacchetto in plastica di colore nero del tipo usato per la raccolta dei rifiuti e in due buste in nylon di colore blu sono stati trovati i preziosi rubati, il cui valore è pari a 150mila euro, stando a una prima stima. Nella tasca posteriore destra dei pantaloni di Karaj è stata trovata una banconota da euro 500, un'altra da 50 e una terza da 20, denaro  verosimilmente provento della rapina appena compiuta.

articolo aggiornato alle 19,40

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