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Spaccio di droga porta a porta, brindisino in carcere

Arrestato Angelo Sinisi, 29 anni: deve scontare la pena definitiva a quattro anni, un mese e 29 giorni di reclusione. L’ordine emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Lecce. Il giovane venne coinvolto nel blitz “Door to door” del 2010 e nel 2012 accusato di portare la droga nel penitenziario salentino

BRINDISI – Droga consegnata “Door to door”, praticamente a domicilio, e anche nel penitenziario di Lecce dove è stato detenuto per un certo periodo: con l’accusa di spaccio e una condanna definitiva da scontare, il brindisino Angelo Sinisi, 29 anni, è stato arrestato dai carabinieri.

SINISI Angelo, classe 1987-2Il giovane (nella foto) deve scontare quattro anni, un mese e 29 giorni di reclusione stando al conteggio in nome della giustizia emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce, notificato ai militari della stazione di Brindisi per l’esecuzione. Che è avvenuta questa mattina (sabato 9 aprile).

Sinisi, quindi, è stato raggiunto nella sua abitazione e accompagnato nel carcere di Brindisi dove sconterà le condanne in relazione a sentenze diventate definitive. Tra queste c’è la pronuncia del Tribunale per l’accusa mossa nell’ordinanza di custodia cautelare chiesta e ottenuta dal pubblico ministero Luca Bucchieri nell’ambito delle indagini tenute a battesimo con il nome “Door to door” nel mese di maggio 2010.

Il blitz portò in carcere sette brindisini, a fronte di 16 indagati, tutti accusati di spaccio di sostanze stupefacenti soprattutto nel rione Sant’Elia, dove gli investigatori riuscirono a documentare la consegna della droga casa per casa (da qui il nome dato all’operazione).

Sinisi, inoltre, venne coinvolto nell’indagine sull’introduzione di droga nel carcere di Lecce nell’estate del 2012, assieme a due brindisini e un siciliano, tutti ristretti nella struttura di Borgo San Nicola: secondo l’accusa avrebbero fatto entrare cocaina in confezioni di profumo destinate ai detenuti. La segnalazioni partì un agente della polizia penitenziaria a cui uno dei quattro chiese aiuto offrendo denaro.

Da ultimo, nel 2015, Sinisi è stato arrestato per aver violato gli obblighi a cui era sottoposto.

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