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Il municipio di Erchie

Il municipio di Erchie

Corruzione, il Riesame conferma i domiciliari per il sindaco di Erchie

Giuseppe Margheriti, arrestato dalla Mobile il 4 luglio scorso, non si è dimesso: per il Tribunale sono attuali i pericoli di reiterazione del reato e inquinamento delle prove. Rimesso in libertà, invece, il suo ex vice Domenico Margheriti che ha lasciato l’incarico

ERCHIE – Resta ai domiciliari con l’accusa di corruzione il sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti, arrestato il 4 luglio scorso, mentre torna libero il suo ex vice Domenico Margheriti. Il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso  presentato dal difensore del primo cittadino, ritenendo concreti i pericoli di reiterazione del reato e inquinamento delle prove, come conseguenza delle mancate dimissioni dell’indagato. Rischi non più sussistenti per l’altro che all’indomani dell’arresto ha messo la parola fine all’esperienza da consigliere comunale

Giuseppe MargheritiGiuseppe Antonio Margheriti, infatti, non ha inteso compiere alcun passo indietro dopo l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Alessio Coccioli dell’Antimafia di Lecce, con epicentro nel Tarantino. E’ ancora il primo cittadino del Comune di Erchie, benché sia stato sospeso con decreto del prefetto di Brindisi. Lo era nel periodo al quale si riferiscono le contestazioni  e lo è ancora oggi ed è proprio sulla base di questo status che il Tribunale di Lecce, in funzione di Riesame, ha negato il ritorno in libertà chiesto dal difensore Raffaele Missere.

Non è escluso che il penalista, una volta depositate le motivazioni, presenti ricorso in Cassazione, così come non è da escludere che il sindaco chieda di essere sentito dal pm per chiarire la sua posizione dopo aver opposto la facoltà di non rispondere davanti al gip del Tribunale di Brindisi che avrebbe dovuto interrogarlo pe rogatoria. In quell’occasione aveva precisato di voler leggere tutti gli atti del fascicolo per rispondere alle domande, convinto di dimostrare la propria estraneità alle condotte contestate.

La prima accusa di corruzione attiene all’affidamento di lavori per un importo di poco superiore a un milione di euro per il completamento delle infrastrutture primarie della zona Pip a carattere artigianale e alla realizzazione di un parco eolico: sono indagati in concorso Margheriti sindaco e l’altro, in qualità di suo vice con deleghe alle Politiche comunitarie, programmazione e bilancio, nonché politiche sociali, e pubblica istruzione  (non c’è alcun legame di parentela fra i due). Per la zona Pip, il Comune avrebbe affidato lavori per  manti bituminosi, reti fognarie, pluviali e di pubblica illuminazione delle strade per 1.009.828 euro e venti centesimi in favore di una srl, poi vincitrice della gara d’appalto, la Tecnoscavi. Il lasso temporale della contestazione parte da un periodo anteriore al 28 marzo 2012, sino al gennaio 2014.

Per Margheriti sindaco c’è un’ulteriore accusa di corruzione rispetto alla realizzazione di un parco eolico: Avrebbe posto in essere “su esplicita richiesta di Massimiliano Pedone, una pluralità di atti contrari ai doveri d’ufficio”. Massimiliano Pedone, secondo questa chiave di lettura, avrebbe “agito d’intesa con il padre Pasquale”. Il primo cittadino avrebbe “effettuato continui controlli nel cantiere in cui si stava realizzando un parco eolico in zona Tre Torri” e avrebbe fatto in modo di “far pervenire alla Regione Puglia una segnalazione”. In questa comunicazione “esponeva una serie di irregolarità, contrariamente al vero” sostenendo che ci fosse stato “l’interramento del cavidotto in maniera difforme rispetto all’autorizzazione del progetto”.

La Procura contesta anche un provvedimento di blocco parziale dei lavori con “emissione di un’ordinanza contingibile e urgente in danno della società Eolica Erchie, proprietaria dell’impianto dietro la promessa di consegna di una percentuale di denaro pari al 10-12 per cento da applicare sull’importo del contratto di subappalto che l’impresa Tecnoscavi avrebbe ottenuto per l’esecuzione dei lavori di movimento terra” dopo l’attività di “ostruzionismo posta in essere dal sindaco Margheriti”. In tal modo, sostengono i pm, la Eolica Erchie avrebbe “perso i benefici dell’incentivazione dell’energia rinnovabile e l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Puglia il 28 dicembre 2012 per la costruzione del parco” in agro di Erchie. Le condotte sono contestate con riferimento al periodo che va da luglio a ottobre 2012.

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