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Authority, da Bari in arrivo il no alla moratoria

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, orientato a non presentare alcuna istanza al ministro dei Traporti per mantenere in vita il porto di Brindisi per 36 mesi: in tal caso, "bocciata" la delibera del Consiglio comunale approvata il 7 settembre scorso

BRINDISI – La richiesta di moratoria per mantenere in vita l’Autorità portuale di Brindisi, per 36 mesi, sembra destinata a restare sulla carta perché da Bari rimbalza la notizia secondo cui il governatore Michele Emiliano dirà “no” all’istanza deliberata dal Consiglio comunale nella seduta del 7 settembre scorso.

Al momento si tratta di una indiscrezione che circola negli ambienti tanto del centrosinistra, quanto del centrodestra: nel caso in cui dovesse essere confermata, vorrà dire che quella delibera, corretta in corsa dalla sindaca Angela Carluccio, non verrà presentata al ministro dei Trasporti Graziano Delrio. Non ci sarà, in altri termini, nessuna domanda di moratoria da parte di Emiliano, per conto del porto di Brindisi, il che potrebbe portare a uno sfilacciamento dei rapporti tra Regione e Amministrazione cittadina a maggioranza moderata che durante il periodo della campagna elettorale ha rivendicato la brindisinità con diritto all’autodeterminazione del territorio, respingendo logiche baricentriche.

La risposta di Emiliano dovrà arrivare per forza domani, perché scadono i 15 giorni previsti con il decreto legislativo relativo alla “riorganizzazione, la razionalizzazione e la semplificazione della disciplina concernente le Autorità Portuali, di cui alla legge 84/94”. E per domani, quindi, è attesa la reazione della sindaca che subito dopo la sua proclamazione, quando ancora non c’erano né Giunta e Consiglio, è volata a Roma per chiedere al Ministro l’accorpamento di Brindisi a Taranto, salvo poi rinunciare a questa idea per sposare quella dell’Autorità unica pugliese proposta in Assise e condivisa dalla sua maggioranza e dalle forze politiche di minoranza che hanno ritenuto di votare per la moratoria sostenendo la necessità di sfruttare questa chance per ottenere pari dignità tra i porti.

Per effetto di tale riforma, l’Autorità Portuale di Brindisi è inserita nel sistema del “Mare Adriatico meridionale” insieme a Bari,  Manfredonia e Monopoli, scenario che non ha convinto 23 consiglieri comunali del capoluogo per i quali si rende necessaria “un’unica Autorità di sistema portuale per tutti i porti della regione”. Secondo, invece, il Partito democratico, la lista Nando Marino e Area popolare, solo con la riforma sarà possibile non perdere  finanziamenti e occasioni, mentre in caso contrario Brindisi resterà fuori. Si tratta delle forze politiche che sono al governo della Regione, che dialogano con Emiliano come Area popolare di Massimo Cassano e della lista nata per sostenere la candidatura a sindaco di Brindisi dell’imprenditore Nando Marino.

In serata è arrivata la conferma del no di Emiliano alla moratoria: la comunicazione è stata spedita via Fax agli uffici del Comune e dell’Autorità portuale di Brindisi. 

Articolo aggiornato alle 20.14

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