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“Scu, 100 chili di marijuana da spacciare a Brindisi”

Nei verbali inediti del pentito Cosimo Giovanni Guarini la rete di vendita degli stupefacenti: dieci nomi, molti dei quali ancora coperti da omissis. "Il pagamento avveniva solo dopo la vendita". Lo stock ordinato in Calabria

BRINDISI – “Il mio gruppo aveva a disposizione cento chilogrammi di marijuana da spacciare a Brindisi attraverso una rete di ragazzi, con il metodo del conto vendita”.

Cosimo Giovanni GuariniI volti dei pusher legati alla Sacra Corona Unita sono stati consegnati alla Dda di Lecce dal pentito Cosimo Giovanni Guarini, alias Maradona, già autore di verbali ritenuti di interesse dagli inquirenti perché relativi all’omicidio di Giancarlo Salati, avvenuto a Mesagne, il 16 giugno 2009, e ad alcune estorsioni, come quella ai danni del titolare di un bar sul lungomare di Brindisi tra gennaio e febbraio 2011, per il quale sono stati condannati Alessandro Perez, Marco Petrachi e Nicola Destino.

Sull’attività di spaccio, dai canali terminali della vendita risalendo ai fornitori, sono ancora in corso accertamenti delegati tanto agli agenti della Mobile che ai carabinieri del Norm dopo il blitz del 23 febbraio scorso che, sotto la voce The Beginners, ha portato agli arresti 26 brindisini sui 33 ai quali la Dda ha contestato l’appartenenza all’associazione di stampo mafioso, confermata nelle motivazioni del Tribunale del Riesame.

I verbali resi da Guarini costituiscono una parte del “materiale probatorio” confluito nel fascicolo d’inchiesta al quale i giudici hanno ancorato il convincimento dell’esistenza del sodalizio e della stabilità del vincolo e sono leggibili, per lo meno in parte. Restano coperti da omissis diversi nomi, a conferma del fatto che le indagini non sono ancora arrivate a conclusione.

Ercole PennaIl vecchio Maradona della Scu di nomi ne ha fatti almeno dieci ricostruendo uno degli episodi di spaccio nel corso dell’interrogatorio reso il 13 luglio 2012 del quale si è appreso solo di recente: “Per quanto in quel periodo mi è stato riferito da Francesco Gravina, detto Gabibbo, questo ingente quantitativo era stato posto a disposizione del gruppo per la vendita sul mercato proprio da Ercole Penna (nella foto, il primo della Scu, a pentirsi e a ottenere la patente di credibilità, ndr) il quale, a sua volta, era stato rifornito da alcuni calabresi che io conosco”.

“Posso dire che della materiale acquisizione dei cento kg se ne occupò Gabibbo assieme a Salvatore Solito e a Francesco Gravina detto Chicco Pizzaleo, i quali depositarono lo stupefacente all’interno di un casolare di campagna disabitato ubicato in contrada Lu Culunnu di Mesagne”, si legge nei verbali.

“Rappresento di aver dato conto dei quantitativi che man mano provvedevo a far immettere sul mercato a Gravina il Gabibbo (nella foto in basso) e a Vito Stano, nonché indirettamente allo stesso Penna. Lo stupefacente, quindi, venne immesso sul territorio attraverso una capillare attività di spaccio effettuata da: Alessandro Perez, Nicola Destino e ….” seguono una serie di omissis a celare l’identità dei pusher che il pentito ha riconosciuto nel momento in cui gli agenti della Mobile hanno posto in visione diverse fotografie di ragazzi residenti a Brindisi, numerate in ordine progressivo.

Francesco Gravina, Gabibbo“E’ stato utilizzato per tutti il conto vendita nel senso che la droga veniva consegnata a me e io provvedevo a cederla per la immissione sul territorio pagando solo dopo aver spacciato”.

Guarini che ha chiuso da tempo il periodo delle dichiarazioni è stato già sentito come testimone citato dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, in alcuni processi sulla Sacra Corona Unita in corso davanti al Tribunale di Brindisi.

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