Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Peculato, consigliere regionale imputato a Brindisi ma non avvisato

Difetto di notifica per Mauro Vizzino, mesagnese, eletto nella lista Emiliano sindaco di Puglia, sotto processo assieme ad Alessandro Coccioli: accusa mossa in qualità di addetti al centro Cup di Mesagne. Oggi prima udienza del processo, disposto un rinvio. Asl già parte civile

Il consigliere regionale Mauro Vizzino

BRINDISI – Il consigliere regionale Mauro Vizzino, di Mesagne, eletto nella lista Emiliano sindaco di Puglia, è imputato a Brindisi con l’accusa di peculato ai danni della Asl, di fronte al Tribunale di Brindisi, ma non è stato avvisato della data di inizio del processo. Che, di conseguenza, è slittato ad ottobre.

Il tribunale di BrindisiLa prima udienza doveva esserci oggi  e questa mattina i difensori del consigliere regionale,  Alessandro Dell’Aquila e Francesco Sisto, hanno rappresentato il difetto notifica legato al fatto che Vizzino ha eletto domicilio presso lo studio legale di uno dei due penalisti.

Il consigliere della Regione Puglia, 34 anni, di Mesagne, è stato rinviato al giudizio del Tribunale di Brindisi lo scorso 13 aprile dal gup Tea Verderosa, al quale il pubblico ministero Milto Stefano De Nozza aveva presentato richiesta a conclusione delle indagini relative al Centro unico di prenotazione della Asl di Mesagne, presso cui è impiegato come dipendente della società Svimservice, al pari dell’altro imputato, Alessandro Coccioli, 40 anni.

Coccioli, anche oggi era presente in udienza, al fianco del suo difensore di fiducia, Cosimo Lodeserto. Processo dibattimentale anche per lui per difendersi dall’accusa di peculato ai danni della Asl che si è già costituita parte civile con l’avvocato Carmela Roma.

Il pm contesta la condotta in relazione a  prestazioni sanitarie per 1.192 euro che avrebbero fatto risultare come non eseguite e rimborsate, presso lo sportello Cup sulla base degli accertamenti delegati ai carabinieri del Nas di Taranto. I fatti contestati si riferiscono a un periodo compreso tra il 2009 al 2012: secondo il pm, i due dipendenti della ditta Svimservice, che gestiva all'epoca dei fatti il servizio prenotazioni delle prestazioni erogate attraverso il Cup dalla Asl di Brindisi, avrebbero fatto  risultare non eseguite alcune prestazioni che lo erano invece state, tramite uno storno inserito nel sistema informatico. In tal modo sarebbero state attivate procedure di falsa restituzione ai pazienti di diversi importi che variano dai 4 ai 70 euro, per un totale pari a 1.191 euro.

Per Vizzino i rimborsi contestati sono una ventina, nell’elenco imbastito dal pm ci sono  19 euro per una visita odontosomatologica, 36 euro per una estrazione dente permanente, quattro euro per la prescrizione di un anticoagulante, 72 euro per una tornografia a coerenza ottica e  50 euro per il rilascio di un certificato di idoneità alla pratica sportiva.

Milto Stefano De Nozza -3-2Secondo l’impostazione accusatoria del pm De Nozza (in foto), il meccanismo sarebbe stato il seguente: la visita veniva eseguita, ma sui terminali veniva inserito uno storno dovuto alla mancata effettuazione della stessa. Da qui il rimborso in via automatica che però i pazienti non avrebbero effettivamente percepito, per lo meno stando alle dichiarazioni rese dagli stessi in fase di indagini. Gli accertamenti svolti avrebbero evidenziato anche richieste di modifica di password per accedere al sistema informatico.

Vizzino all’indomani della notifica dell’avviso di conclusione, aveva dichiarato di non volersi dimettere dall’incarico di consigliere regionale e infatti è rimasto in seno alle Assise di Bari: “Sono sereno per un motivo molto semplice: sono sempre stato una persona leale, corretta e onesta, per cui aspetto che la giustizia faccia il suo corso per dimostrare che sono assolutamente estraneo a ogni accusa che è stata mossa nei miei confronti”, disse alla vigilia dell’insediamento. A proclamazione avvenuta, Vizzino ha totalizzato 5.512 voti, di cui 3.058 nella sua Mesagne, dove il padre, è stato candidato al consiglio comunale nella coalizione di Pompeo Molfetta, poi eletto, in alternativa all’aspirante primo cittadino presentato dal Pd, Francesco Mingolla.

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