Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Malattie reumatiche: niente più viaggi della speranza grazie ai medici di Pediatria dell'ospedale Perrino, ma servono volontari

I viaggi della speranza in centri specializzati del Nord Italia sono un ricordo del passato. Il reparto di Pediatria dell'ospedale Perrino di Brindisi è ormai da anni un centro d'eccellenza nel trattamento delle malattie reumatiche infantili.

BRINDISI – I viaggi della speranza in centri specializzati del Nord  Italia sono un ricordo del passato. Il reparto di Pediatria dell’ospedale Perrino di Brindisi è ormai da anni un centro d’eccellenza nel trattamento delle malattie reumatiche infantili. Nella maggior parte dei casi si tratta di patologie rare, pressoché sconosciute all’opinione pubblica. Ed è con l’obiettivo di sensibilizzare la collettività sulle problematiche e i disagi che affliggono le famiglie con bambine malati, ma anche per far conoscere i servizi d’eccellenza garantiti dal nosocomio brindisino nel campo delle malattie reumatiche in età infantile, che il primario di Pediatria, il dottor Fulvio Moramarco, ha incontrato stamani i locali organi di informazione.

Presenti all’appuntamento anche il dottore Francesco La Torre, specializzato in Reumatologia Pediatrica, e il presidente dell’Apmar (Associazione persone con malattie reumatiche), la dottoressa Antonella Celano. “Molte persone forse non ne sono al corrente – spiega il dottor Moramarco – ma il centro di Brindisi è già un centro di riferimento per le malattie rare in età infantile”. I dati forniti dal dottor La Torre, del resto, sono eloquenti: solo il 30% dei giovanissimi degenti in curaUn momento della conferenza stampa odierna-2 presso il nosocomio brindisino risiedono nel capoluogo e nei Comuni limitrofi; il resto dei degenti provengono dal resto della Puglia e da varie regioni della penisola. Ma alcuni genitori, ignorando questa realtà, continuano a sobbarcarsi lunghe e costose trasferte verso centri apparentemente più quotati. “Trattamenti che nel nostro reparto siamo in grado di garantire in 3 – 4 ore – spiega il dottor Moramarco – in altre strutture ospedaliere richiedono un ricovero di 2 – 3 giorni. Da noi, i bambini vengono in mattinata e nel pomeriggio sono già a casa”. 

Il dottor Moramarco coordina un reparto costituito da otto medici e 16 infermieri, con una capacità di 25 posti letto (di cui 3 – 4 riservati ai pazienti reumatici) e una media di circa 2500 ricoveri annui. Ma cosa sono le malattie reumatiche? “Si tratta di patologie spesso rare – recita un libretto illustrativo prodotto da Apmar – caratterizzate da proceXssi infiammatori che possono interessare vari parti dell’organismo (articolazioni, organi ed apparati interni). Spesso la malattia ha un decorso prolungato nel tempo e le cure devono protrarsi per molti anni associandosi in alcune di esse ad importante alterazione della qualità di vita e ridicendo in diversi casi il grado di autosufficienza”.

L’Apmar, con sede centrale a Lecce, in via Miglietta 5, ha creato un rete di supporto nazionale alle famiglie con persone affette da patologie reumatiche. “L’associazione – spiega la dottoressa Antonella Celano – opera in modo gratuito, ma l’operato di volontari ed educatori necessita, ovviamente di sostentamento economico. Per consentire il continuo perseguimento degli scopi statutari, è pertanto indispensabile l’aiuto economico”. L’Apmar può essere sostenuta effettuando un versamento: sul conto corrente postale numero 70134218; sull’Iban bancario, IT46G0335901600100000011119. “Abbiamo bisogno di volontari – dichiara la dottoressa Celano – a sostegno della nostra associazione. Chi ha tanto tempo libero e non sa come impiegarlo, può farlo dedicandosi ai piccoli pazienti alle prese con queste problematiche”. Chi volesse saperne di più, ad ogni modo, può consultare il sito internet dell’associazione, www.apmar.it, continuamente aggiornato con gli ultime notizie nel campo delle malattie reumatiche. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Malattie reumatiche: niente più viaggi della speranza grazie ai medici di Pediatria dell'ospedale Perrino, ma servono volontari

BrindisiReport è in caricamento