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“Resistenza a pubblico ufficiale”: assolto titolare di discoteca

Giuseppe Moretto, già consigliere comunale di Torre, riconosciuto innocente, così come il figlio: “Il fatto non sussiste”

BRINDISI – A distanza di sei anni dall'imputazione per oltraggio a pubblico ufficiale, dopo il controllo degli agenti nella sua discoteca, ha ottenuto l’assoluzione con formula piena: Giuseppe Moretto, ex titolare del locale D’Enfer di Ostuni, già consigliere comunale a Torre, ha incassato la pronuncia favorevole della Corte d’Appello di Lecce.

Cosimo Lodeserto-2I giudici di secondo grado hanno riconosciuto la verità dell’imputato che era stato condannato a sei mesi dal Tribunale di Brindisi. Stessa conclusione per il figlio, per il quale in primo grado c’era stata l’affermazione della colpevolezza con condanna a un mese: assolto anche lui perché il fatto non sussiste. La Corte ha accolto il ricorso discusso dall’avvocato Cosimo Loderserto (nella foto accanto), difensore di entrambi. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della sentenza del Tribunale.

Nel capo di imputazione c’era la ricostruzione, all’esito dell’informativa degli agenti del Commissariato di Ostuni, di quanto avvenne nella discoteca D’Enfer, in quel periodo uno dei locali più noti e frequentati della Puglia. I poliziotti si recano per una serie di controlli e in quella sede, secondo questa versione, il titolare e il figlio inveirono contro i pubblici ufficiali. Il processo di secondo grado, invece, ha portato all’affermazione di un’altra verità: nessuna resistenza. Così come hanno da sempre sostenuto gli imputati, padre e figlio. Moretto, nel frattempo, ha chiuso il capitolo D’Enfer che per vent’anni ha rappresentato la sua vita.

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