Cronaca

Scu, ricorso in Cassazione per Antonio Centonze e per altri sette brindisini

Sono stati condannati anche in Appello con l’accusa di aver fatto parte della Sacra Corona Unita e di aver imposto estorsioni ai danni delle imprese. Il blitz della Mobile il 9 maggio 2012

BRINDISI – Ricorso in Cassazione per Antonio Centonze, geometra del capoluogo, e per altri sette brindisini, tutti condannati anche in Appello con l’accusa di aver fatto parte della Sacra Corona Unita, ritenuta dura a morire (Die Hard) dalla Dda di Lecce, e arrestati dagli agenti della Squadra Mobile il 9 maggio 2012, anche sulla base di dichiarazioni rese dai pentiti.

Antonio CentonzeGli Ermellini dovranno pronunciarsi sulle richieste avanzate dai difensori secondo i quali vanno riviste le condanne inflitte lo scorso anno dai giudici di secondo grado, con rito abbreviato, strada che consente di avere la riduzione di un terzo (in caso di condanna).

In Appello, Antonio Centonze, 47 anni,  difeso da Giuseppe Guastella e Ladislao Massari, ha ottenuto una riduzione da sei anni di reclusione inflitti dal gup a quattro anni, conseguente alla derubricazione del capo di imputazione da estorsione a violenza privata. Il collaboratore di giustizia Francesco Gravina, detto Gabibbo, di Mesagne, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione e a una mula di 2mila euro, rispetto ai 10 anni inflitti in primo grado, ottenendo il riconoscimento degli sconti di pena come pentito.

Riduzione della pena anche Marco Petrachi, 28 anni di Brindisi,  condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione, a fronte dei 5 anni e 4 mesi del primo grado di giudizio, con riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante. Rosario Capodieci, 36 anni, di Mesagne, è stato condannato a 9 anni e a 2mila 600 euro di multa, rispetto agli otto anni inflitti in primo grado, per effetto di un cumulo legato al riconoscimento della continuazione fra due sentenze. 

Sono state confermate invece le condanne emesse in primo grado a carico di: Nicola Destino, 27 anni, di Mesagne (10 anni); Cosimo Giovanni Guarini, 36 anni, di Mesagne (4 anni) in primo grado;  Marcello Romano, 38 anni, di Mesagne (6 anni e 6 mesi) in primo grado; Giovanni Longo, 42 anni, di Mesagne (10 anni).

Nel collegio difensivo anche gli avvocati Paolo D’Amico, Marcello Marasco, Gianfrancesco Castrignanò. 

Ercole PennaSecondo l’accusa mossa alla base dell’inchiesta chiamata Die Hard, i componenti dell’associazione avrebbero commesso una “serie indeterminata di reati con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni, al gioco d’azzardo e al controllo delle attività criminali”.

“In virtù di un capillare controllo del territorio, della disponibilità di armi e di notevoli quantità di denaro, della saldezza e della stabilità del vincolo tra gli associati, il sodalizio si avvaleva della forza intimidatoria derivante tra l’altro dal ruolo di Penna e Daniele Vicientino quali successori di Antonio Vitale nella posizione di vertice”, è scritto nel capo di imputazione suffragato dai verbali resi da Penna e più di recente da Gravina, tornato a parlare di Centonze a proposito di affiliazioni alla Scu. Stralci di queste dichiarazioni risultano anche dell’ultima ordinanza di arresto ottenuta dai pm della Dda di Lecce, sotto la voce The Beginners sui presunti volti nuovi del sodalizio di stampo mafioso.

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