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“Puffo ha una testa peggio della mia: malavitoso anche in carcere”

Il pizzino inedito scritto da Raffaele Martena: “A maggio ti mando 50 chili di cocaina”. Il cugino Andrea: “Io sono un bravo ragazzo, niente a che fare con la Scu”

BRINDISI – “Per il mio amico, sempre presente. Sono stato a Taranto e ho finalmente avuto modo di parlare con l’amico Puffo. Puffo ha una testa peggio della mia ed è sempre malavitoso, anche in carcere”.

Il pizzino inedito

MARTENA Raffaele, Classe 1986-2Il testo inedito è quello del pizzino sequestrato dagli agenti della Mobile a casa del brindisino Enzo Sicilia, arrestato nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, sulla presunta esistenza di un gruppo nuovo di stampo mafioso, riconducibile a Raffaele Martena, a partire dal mese di luglio 2017. Martena, ristretto nel carcere di Terni, è considerato al vertice della frangia che avrebbe avuto affiliati tra Brindisi, Tuturano e Mesagne, assieme ad Antonio Campana, fratello dell’ultimo pentito della Sacra Corona Unita, Sandro, e fratello di Francesco, considerato invece al vertice della frangia storica riferibile a Rogoli-Buccarrella.

Campana e Martena

Antonio Campana è stato condannato in via definitiva al carcere a vita per l’omicidio di Massimo Delle Grottaglie risalente al 16 ottobre 2001. Martena è stato condannato per traffico di droga a 16 anni di reclusione con sentenza irrevocabile il 17 ottobre 2014; a quindici anni con sentenza passata in giudicato il 17 ottobre dell’anno successivo e a quattro anni, pena anche questa non più appellabile perché divenuta definitiva il 17 novembre 2015. In Appello, invece, la condanna a 14 anni di reclusione, inflitti con rito abbreviato, per appartenenza alla Scu. Questo processo scaturisce dall’inchiesta della Dda partita dopo il ritrovamento di una sfoglia in possesso di Giuseppe Perrone, con “istruzioni all’esterno” del carcere.

Il nuovo vertice Scu

Secondo l’accusa, anche sfoglia trovata nell’abitazione di Sicilia è stata scritta di pugno da Martena a ottobre dello scorso anno e costituisce un’amissione diretta della volontà di chiamare a raccolta i giovani per mettere da parte i cosiddetti “vecchi”, in modo tale da conquistare il monopolio nella gestione di una serie di attività illecite. Dalla droga alle estorsioni, inserendo anche nella contabilità del sodalizio, i parcheggi. La sfoglia, nella lettura data dai magistrati dell’Antimafia, guidati da Leonardo Leone de Catris, sarebbe una confessione autentica visto che Martena non usa termini in codice. Sicilia ha respinto l'accusa.

La cocaina

Raffaele RennaParla, o meglio scrive, dal carcere chiaramente. E chiaramente afferma di essere “malavitoso”, al pari di un altro brindisino, chiamato “Puffo”, quest’ultimo da identificare – secondo l’accusa – in Raffaele Renna, 48 anni, nativo di Mesagne, di recente arrestato nell’inchiesta Omega Bis della Dda di Lecce sulla Scu nei territorio del Sud di Brindisi e sulla gestione della droga. Renna, in questo filone non risulta indagato (foto accanto).

Cos’altro scrive Martena? “A maggio ti invio 50 chili di coca”. E ancora: “Lo sai i miei discorsi quali sono, a casa nostra stiamo noi e nessuno più deve mettere piede”.

L’interrogatorio del cugino

Proseguono, intanto, gli interrogatori all’indomani del blitz Oltre le mura. Dal gip è stato ascoltato Andrea Martena, cugino di Raffaele Martena, ristretto nel carcere di Lecce: “Io sono un bravo ragazzo, non ho niente a che vedere con la Sacra Corona Unita”, avrebbe detto, alla presenza del suo avvocato, Daniela d’Amuri. “Mio cugino non lo vedo e non lo sento da oltre dieci anni”, avrebbe sottolineato. “E’ vero che ho ricevuto lettere da lui, ma la Scu non c’entra. E’ vero anche che conoscono alcuni degli altri indagati da anni, o perché andiamo allo stesso bar o perché abitiamo vicino”. La penalista presenterà ricorso al Tribunale del Riesame di Lecce.

Ha respinto le accuse anche Nicola Magli, ristretto nel carcere di Brindisi, e interrogato per rogatoria, alla presenza del suo difesore, Cosimo Luca Leoci: "Martena con me è sempre stato gentile, ma non ho mai accettato nulla da parte sua", avrebbe detto. "Lo conosco tramite mio cognato, Enzo Sicilia, ma mai ho avuto a che fare con la Sacra Corona Unita". Il difensore, lo stesso di Sicilia, presenterà per entrambi ricorso al Riesame. 

Interrogatori per rogatoria, invece, per Raffaele Martena e per Antonio Campana, difesi dall’avvocato Ladislao Massari. Nel carcere di Terni i due sono comparsi davanti al giudice delle indagini preliminari della città umbra ma solo per comunicare la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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