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“Spari contro la palestra: processo per tentato omicidio”

La Procura chiede il giudizio immediato per il brindisino Antonio Guadalupi, 48 anni, arrestato il 13 aprile scorso dopo aver esploso tre colpi contro la vetrata del centro Ms Fitness di via del Lavoro, rione Minnuta. La difesa ottiene l’abbreviato

BRINDISI – La Procura di Brindisi ha chiesto il processo immediato per Antonio Guadalupi, 48 anni, di Brindisi, a conclusione delle indagini sugli spari contro la vetrata della palestra Ms Fitness di via del Lavoro, rione Minnuta: l’accusa è di tentato omicidio.

Guadalupi, noleggiatore di auto presso l’aeroporto del Grande Salento, difeso dall’avvocato Ladislao Massari, venne arrestato il 13 aprile scorso, nell’immediatezza dei fatti, dai carabinieri, perché ritenuto l’autore della sparatoria. Tre colpi calibro 6,35 al mattino, poco dopo le 9, quando nella palestra c’erano già i primi iscritti per gli allenamenti. Il pm ha chiesto il processo immediato, saltando l’udienza preliminare, sulla base dell’evidenza della prova, esercitando l’azione penale entro i novanta giorni.

Stando ai rilievi dei militari, i colpi sono stati sparati ad altezza uomo, a cinque metri di distanza dalla vetrata principale del centro sportivo: uno ha raggiunto la finestra, un altro il cornicione e il terzo è andato a vuoto. Non ci sono stati feriti.

L’imputato, in sede di interrogatorio davanti al gip Stefania De Angelis, ha spiegato il contesto in cui è avvenuto il gesto: “Non volevo uccidere e neppure ferire il titolare della palestra, ma ero ancora arrabbiato dopo il diverbio della sera precedente in pizzeria”, ha detto. Movente privato, da chiarire e comunque tale da non poter essere archiviato quella sera. La mattina seguente, il noleggiatore voleva solo intimidire l’altro, stando alla versione consegnata al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi. E per farlo avrebbe usato una pistola giocattolo, modificata.

In seguito a perquisizione, sia un auto che nella sua abitazione, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico e di un tirapugni di genere proibito e droga, 120  grammi di marijuana e dieci grammi di hascisc.

Il difensore ha chiesto e ottenuto l’ammissione al processo abbreviato, rito speciale che consente di ottenere la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. In occasione della prima udienza, il titolare della palestra, rappresentato dall'avvocato Marco Masi, potrà costituirsi parte civile per la richiesta di risarcimento del danno. 

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