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Tessere elettorali, a Brindisi verifiche della Digos su rinnovi e duplicati

Attività conoscitiva degli agenti: il Comune ne ha ristampate 6910 nel periodo compreso tra il 18 aprile sino al giorno del ballottaggio. Verifiche anche sulle firme apposte sul registro al momento del ritiro di quelle nuove. Già ascoltati alcuni presidenti di seggio

BRINDISI – C’è stato chi ha smarrito la tessera elettorale e chi ne ha chiesto il duplicato non essendoci più spazio libero per l’apposizione del timbro nel seggio, con il risultato che il Comune di Brindisi ne ha ristampate poco meno di settemila. Ed è su tale quantità di tessere elettorali che avrebbero iniziato a lavorare gli agenti della Digos che hanno monitorato le operazioni di voto al primo turno del 5 giugno e al secondo turno di ballottaggio del 19 giugno.

L'ingresso dell'aula consiliare del Comune di Brindisi-2Non è chiaro quale sia stato l’input all’attività conoscitiva avviata da qualche giorno, se cioè ci sia stato un esposto in Procura oppure negli uffici della questura oppure se si tratti di attività investigativa delegata dalla Procura o partita su iniziativa della stessa Digos. Quel che è certo, è che il Comune di Brindisi ha rilasciato 6.910 tessere nel periodo della campagna elettorale per la scelta diretta del sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale.

Il numero risulta dagli atti della stessa Amministrazione, settore Anagrafe, dove il personale è rimasto al lavoro anche  sabato e domenica per la preparazione delle operazioni di voto, nell’ambito delle quali rientrano quelle necessarie al rilascio delle tessere elettorali. Il periodo di riferimento è quello che va dal giorno successivo al referendum sulle trivellazioni in Adriatico, quindi il 18 aprile, e il giorno del ballottaggio.

Non è possibile, però, procedere con un confronto rispetto al numero di tessere elettorali ristampate in occasione amministrative precedenti, vale a dire quelle del 6 e del 7 maggio 2012 perché in quell’occasione risultò sufficiente solo il primo turno e venne eletto Mimmo Consales per il centrosinistra, con seggi aperti due giorni. Nel periodo della campagna elettorale, i duplicati furono poco più di mille.

Ogni richiesta di ristampa della tessera, perché persa o semplicemente finita in chissà quale cassetto o borsa, oppure perché da rinnovare, è stata annotata su un registro cartaceo, oltre che su computer usando un programma ad hoc. Ed è sul “libro” di carta che i brindisini che ne hanno fatto richiesta di nuova tessera elettorale, hanno apposto la firma a titolo di consegna avvenuta, previa identificazione con documento di riconoscimento per accertare il rilascio in favore del richiedente. Con eccezione ammessa per il rilascio su delega, nel caso in cui l’elettore non ha la possibilità di raggiungere l’ufficio del Comune.

Gli agenti della Digos, a quanto si apprende, avrebbero chiesto contezza del numero delle tessere consegnate per avviare accertamenti paralleli sulla corrispondenza tra la quantità di tessere rilasciate e le firme che risultano sul registro. Dovrebbe esserci coincidenza tra i numeri. Così come dovrebbe esserci corrispondenza rispetto al numero dei votanti riportati sui registri tenuti dai presidenti di seggio con l’ausilio degli scrutatori.

Alcuni dei presidenti sarebbero stati ascoltati per capire se ci siano state tessere non numerate e vidimate dal Comune, con la firma del commissario Cesare Castelli, anche se durante le giornate di voto del 5 e del 19 giugno non sono stati registrati episodi simili.

E’ stato registrato solo il caso di una donna sorpresa a fotografare con il telefono cellulare la scheda elettorale votata nella cabina. E’ successo in una delle sezioni della scuola elementare di Bozzano nella mattinata di domenica 19 giugno e la donna nei giorni scorsi ha nominato un legale di fiducia in vista di un possibile ascolto, dopo le prime dichiarazioni consegnate nell’immediatezza dei fatti.

Non è escluso che la giovane possa essere ascoltata dagli agenti della Digos. Per ora l’attività resta di tipo conoscitivo, a livello embrionale. Probabilmente dopo l’estate sarà possibile averne contezza a meno che nel frattempo non venga a galla qualcosa.

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