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Violenza e minaccia a un poliziotto in carcere: nuove accuse per Puffo

Raffaele Renna denunciato per un episodio avvenuto nella casa circondariale di Parma il 14 febbraio scorso

BRINDISI – Il carcere “Puffo”, al secolo Raffaele Renna non lo ha mai lasciato dopo la scarcerazione ottenuta per effetto del ricorso al Tribunale del Riesame dopo il blitz Omega. E in carcere ha rimediato una denuncia per minaccia, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale perché nei mesi scorsi avrebbe aggredito uno degli agenti della polizia penitenziaria.

 Raffaele RennaLa nuova contestazione a carico del 37enne nato a Mesagne, ma cresciuto a San Pietro Vernotico, si riferisce a un episodio avvenuto nella casa circondariale di Parma, il 14 febbraio scorso, vale a dire successivamente alla data in cui gli venne notificata l’ordinanza di arresto, sotto la voce Omega, e quindi al ricorso discusso davanti al Tribunale di Lecce, in funzione di Riesame, dal suo difensore, Francesco Cascione.  I giudici hanno accolto l’istanza la prima settimana di gennaio 2017, di fatto restituendo a Renna la libertà – sulla carta -in relazione alle contestazioni mosse legate all’affiliazione nel gruppo di stampo mafioso, ritenuto guidato da Francesco Campana. La frangia, sempre secondo l’impostazione della Dda di Lecce, avrebbe avuto interessi nel settore della droga.

L’episodio contestato a “Puffo”, attualmente detenuto a Caltanisetta, emerge nel nuovo provvedimento di arresto, Omega bis, nella parte in cui il gip motiva le esigenze cautelari, sostenendo l’attualità di condotte pericolose. In questo caso è stato fatto riferimento all’informativa della “polizia penitenziaria del carcere di Parma, con segnalazione all’autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 331 del codice penale per violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale aggravato commesso da detenuto”.

Renna  ha sulle spalle condanne diverse per associazione mafiosa e narcotraffico, per un complessivo di trent’anni. Peso che potrebbe diventare definitivo a breve, dopo i tre gradi di giudizio successivi a una serie di inchieste, le ultime delle quali chiamate Uragano e Cinemastore. Di Renna hanno parlato più volte gli ultimi pentiti della Scu e in particolare Sandro Campana, fratello di Francesco, considerato alla guida della frangia tuturanese, riconducibile alla cosiddetta vecchia guardia di Salvatore Buccarella e di Pino Rogoli.

Il nome di Renna, o meglio il suo alias, Puffo, compare in alcuni  pizzini scritti da Raffaele Martena e indirizzati a Giuseppe Perrone, quest’ultimo indagato nelle inchieste Omega e Omega bis e in Last Act, sempre droga e affiliazione alla Scu. 

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