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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Acqua gialla al Perrino, il sindacato dei medici: "Non c'è da preoccuparsi"

Il segretario del Cimo, sulla colonia di legionella rinvenuta nelle tubature dell'ospedale: “Le risultanze degli esami effettuati dagli esperi ci dicono di stare tranquilli”

BRINDISI – “Le risultanze degli esami effettuati dagli esperi ci dicono di stare tranquilli”. Il dottor Arturo Oliva, presidente dell’Ordine dei medici di Brindisi e segretario del Cimo (sindacato dei medici ospedalieri) Puglia, si dice tranquillo rispetto alla questione riguardante la colorazione giallastra assunta dall’acqua dell’ospedale Perrino di Brindisi. Come riferito ieri a BrindisiReport dal direttore generale dell’Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone, nelle scorse settimane è stato avviato un processo di sanificazione delle tubature del nosocomio, a seguito del ritrovamento di una colonia di legionella.

Il problema è stato sollevato oggi dal candidato sindaco Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune, Leu e Pd) attraverso una nota in cui invita l’azienda sanitaria a chiarire quali misure si stiano adottando per la salute dei pazienti. E’ cosa nota, infatti, che la direzione sanitaria del Perrino, attraverso una circolare affissa in tutti i reparti, abbia consigliato a pazienti e operatori di “non utilizzare l’acqua della rete idrica per uso alimentare”.

Questa “può essere utilizzata solo previo scorrimento per almeno 5 minuti, per la pulizia e l’igiene personale con esclusione del viso”. L’Asl consiglia inoltre di “Non inalarla e di non ingerirla” e di utilizzare acqua imbottigliata che sarà fornita dalla cucina, “per la pulizia dei denti e il lavaggi del cavo orale”. Tale direttive valgono, ovviamente, anche per i medici, ai quali non sono mai arrivate indicazioni allarmanti. 

“Non posso non fidarmi - sostiene Arturo Oliva - degli esperti e delle istituzioni. Si tratta di una questione talmente delicata  - prosegue il medico - che conoscendo la professionalità delle persone investite dalla faccenda non posso far altro che augurarmi che vangano rispettate le procedure, sapendo che nell’attività di ognuno di noi si mette sempre al centro sia la salute dei cittadini che degli operatori”.

“Noi che consumiamo e utilizziamo quell’acqua, ripeto – prosegue Oliva - ci fidiamo di quello che ci dicono. Visto che il dipartimento di prevenzione si sta occupando della vicenda, devo essere rassicurato sul fatto che se ci fossero stati dei rischi sia per gli operatori che per i pazienti, saremmo stati immediatamente informati”. I medici erano al corrente dell’utilizzo di un prodotto per abbattere la carica di legionella che si annidava nelle tubazioni. “Ma se non c’è una carica preoccupante di Legionella – conclude Oliva - non c’è da preoccuparsi”.

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