menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La casa di riposo in contrada Pignicedda

La casa di riposo in contrada Pignicedda

“Fondazione Giannelli, non si trovano i documenti sulle vendite degli immobili”

Il consigliere di Bbc Riccardo Rossi: "Negli uffici del Comune solo vecchie delibere di Giunta risalenti a venti anni fa". La Regione nomina l'avvocato Antonio Nozzi commissario e chiede un'ispezione. La storica sede di piazza Anime ceduta nel 2010, quella attuale a Palazzo Guerrieri: serratura forzata. Per la casa di riposo manca il fine lavori

BRINDISI – Mancano tutte (quasi) le tessere per ricostruire quel che sembra il puzzle impossibile dei beni lasciati in eredità dall’ultimo podestà di Brindisi, Serafino Giannelli. Non ci sono documenti a Palazzo di città o per lo meno non sono stati trovati.

Riccardo RossiE’ rimasto a mani vuote il consigliere comunale di opposizione Riccardo Rossi, esponente di Brindisi bene Comune, l’unico al momento convinto della necessità di approfondire la questione legata ai beni immobili che in punto di morte, Giannelli affidò alla Fondazione che porta il nome della figlia Maria Rosaria. Forse una storia poco chiara in mancanza di notizie certe e per questo opaca, come ha scritto per BrindisiReport, Vittorio Bruno Stamerra.

Ed è per questo che Rossi chiedeva l’istituzione di una Commissione consiliare speciale sulla Fondazione Giannelli, proposta bocciata in Assise senza alcuna spiegazione, nonostante l’assessore all’Urbanistica, Giampiero Campo, avesse anticipato – sempre a BrindisiReport – l’intenzione di approfondire la vicenda che attiene alla casa di riposo in contrada Pignecedda, immobile che a quanto pare, sarebbe l’unico a essere rimasto nella disponibilità della Fondazione concepita con lo scopo di realizzare una struttura per anziani. La sindaca Angela Carluccio era assente al momento della votazione.

“Ho depositato in Comune richieste per accedere agli atti, ma non ci sono state risposte perché, a quanto pare, non è stato trovato niente”, conferma Rossi. “Non ci sono i documenti che si riferiscono alle vendite o alle cessioni in fitto. E allora la domanda è: dove sono?”, chiede il consigliere che come bussola in quella che allo stato pare una navigazione difficile se non impossibile, ha il testamento di Serafino Giannelli. Venne pubblicato a Brindisi in il 19 settembre 1962, da allora nel corso degli anni ci sono state diverse vendite, l’ultima quelle quali è datata 2010, anno in cui venne ceduto lo storico stabile in piazza Anime, nel cuore di Brindisi, a fronte di una perizia che – si apprende – stimava il valore della palazzina a non meno di un milione e duecentomila euro. A chi è stato venduto l’immobile? E tutti gli altri? C’è un elenco di beni, in inventario degli immobili e dei fazzoletti di terra?

serafino giannelli-2Gli interrogativi restano. “Il patrimonio è stato in gran parte venduto e il ricavato destinato alla realizzazione di una casa di riposo per anziani”, ricorda Rossi. “Ho trovato solo vecchie delibere di Giunta, risalenti a venti anni fa. L’argomento dovrebbe interessare tutta la città, ma prendiamo atto che non è così. Non interessa neppure alla sindaca”, aveva detto in Consiglio comunale. Interessa, invece, alla Regione Puglia che dopo aver nominato come commissario l’avvocato brindisino Antonio Nozzi (iscritto all’ordine di Taranto) ha anticipato una ispezione e per questo motivo aspetta la relazione dal vecchio commissario, Salvatore Brigante, attuale assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Brindisi.

Il dirigente della Regione vuole sapere cosa è stato fatto nell’ultimo periodo della gestione, le voci del bilancio, eventuali conti correnti. Sembra che non ci siano disponibilità finanziarie. E’ davvero così? Quel che è certo è che la prima e unica perizia sul valore di una parte degli immobili, venne chiesta nel 1986 dall’allora sindaco Errico Ortese: furono contati 59 immobili e svariati terreni. Del patrimonio, oggi sembra sia rimasta solo la casa di riposo per la quale non c’è mai stata una dichiarazione di inizio attività perché i lavori non sono mai stati ultimati, tanto è vero che non risultano esserci stata una fine. E’ stata, inoltre, accertata l’esistenza di una convezione tra la Fondazione e la Onlus Mitag per la gestione che però è diventata oggetto di contenzioso.

In mancanza della relazione di Brigante, necessaria per il passaggio di consegne, Nozzi non si è ancora ufficialmente insediato nella nuova sede trasferita a Palazzo Guerrieri, lo stesso in cui è ospitato l’Hub della conoscenza oggetto di una inchiesta della Procura di Brindisi. L’ufficio, stando a quanto si apprende, necessita di una serratura nuova perché c’è stato un tentativo di effrazione e non è chiaro se ci sia stata o meno denuncia. Altro puzzle che si aggiunge alle molteplici tessere sotto la voce Giannelli.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento