Cronaca

Alga tossica: situazione nettamente migliorata a Torre Canne

E’ nettamente migliorata la situazione delle concentrazioni di alga tossica Ostreopsis ovata nelle acque della stazione di monitoraggio di Torre Canne – Faro. Nella seconda quindicina di luglio, Arpa Puglia ha rilevato la presenza media di 5,360 cellule litro sul fondo, e appena 920 nella colonna d’acqua

E’ nettamente migliorata la situazione delle concentrazioni di alga tossica Ostreopsis ovata nelle acque della stazione di monitoraggio di Torre Canne – Faro. Nella seconda quindicina di luglio, Arpa Puglia ha rilevato la presenza media di 5,360 cellule litro sul fondo, e appena 920 nella colonna d’acqua. Nella prima quindicina di luglio il dato era stato invece allarmante: 6.758.855 cellule litro sul fondo, e ben 370.460 nella colonna d’acqua. Ricordiamo che l’emergenza sanitaria scatta da percentuali superiori alle 30.000 cellule litro nella colonna d’acqua.

In calo anche le concentrazioni di Ostreopsis a Forcatella – Prima casa bianca (tra Torre Canne e Savelletri), dove sono state misurate in media 17.000 cellule litro sul fondo e 11.880 nella colonna d’acqua, mentre nella prima metà di luglio il dato reso noto da Arpa Puglia era stato di 98.939 cellule litro sul fondo e 16.574 nella colonna d’acqua. Situazione sempre normale nella terza stazione di monitoraggio del Brindisino (in Puglia sono in tutto 20), quella di Lido S. Vincenzo ad Apani, poco a nord del capoluogo: 240 cellule litro sul fondo e altrettante nella colonna.

L’emergenza si è manifestata tra Bisceglie e Bari, invece.  Nella stazione 200 metri a sud di Lido Lucciola le concentrazioni nella seconda metà di luglio hanno toccato quota 4.266.284 sul fondo, e 246.102 cellule litro nella colonna d’acqua. L’irradiazione solare e le temperature dell’acqua  elevate sono la causa primaria della fioritura della Ostreopsis ovata, che può determinare gastroenteriti se ingerita anche attraverso organismi che se cibano indirettamente, come ricci di mare e cefalopodi, o irritazioni alle vie respiratorie e febbre se inalata attraverso l’aerosol marino nel corso delle mareggiate.

Ostreopsis - tabella seconda metà di luglio 2016-2

L’Ostreopsis ovata “probabilmente è stata  introdotta accidentalmente in Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi. Le prime segnalazioni lungo le coste pugliesi partono dall’anno 2000/2001 e la la popolazione si sviluppa abbondantemente durante i mesi estivi”, spiega il sito dedicato di Arpa Puglia. “I fattori ambientali che facilitano la proliferazione: alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni”.

I potenziali effetti sull’ambiente e sulla salute pubblica: “Nella specie è stata individuata una tossina (Palitossina simile), si sono verificate morie e/o sofferenze di organismi marini (stelle di mare, ricci, granchi, molluschi cefalopodi, ecc.) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali”, spiega l’Arpa.

“Si sono riscontrati casi di malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali, e soprattutto dopo mareggiate (le mareggiate favoriscono la formazione di aerosol marino, che  può diffondere la tossina nell’aria)”

Come evitare gli eventuali effetti dannosi di Ostreopsis: “Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate; nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, limitare il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare. Infatti i ricci, a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina”.

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