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Benessere psico-fisico e danza: dall'Angola arriva la Kizomba

Una particolare forma di comunicazione universale non verbale è la Kizomba, una danza africana sensuale che è approdata da alcuni anni nel nostro Paese e grazie ad alcuni cultori locali di questa musica anche nel Salento

SAN VITO DEI NORMANNI - L’arte, la danza, la scrittura sono tutte forme di espressione di emozioni e sentimenti che a volte reprimiamo e nascondiamo per paura e insicurezze. Mai come in questi ultimi anni, i mass media quotidianamente evidenziano la fragilità dei giovani che si nascondono o si rifugiano in qualcosa che li rende come gli altri per sentirsi meno soli. Uno dei modi per esprimersi può essere il ballo, un raffinato strumento di benessere psico-fisico e rigenerante che agisce contemporaneamente a su diversi livelli: individuale, relazionale, sociale.

Una particolare forma di comunicazione universale non verbale è la Kizomba, una danza africana sensuale che è approdata da alcuni anni nel nostro Paese e grazie ad alcuni cultori locali di questa musica anche nel Salento. La Kizomba affonda le sue radici nei ritmi, nelle musiche e nelle danze angolane che celebravano eventi come nascite, matrimoni, riti cerimoniali per un abbondante raccolto e come espressione di allegria, tristezza e speranza.

kizomba-2La parola Kizomba deriva dal Kimbundu, una delle lingue nazionali in Angola, e vuol dire festa, proprio perché nelle grandi feste, le Farras Kizombadas, si ballavano merengue angolano, semba, compa, zouk, dalle quali la Kizomba, danza popolare urbana, riprende passi, movimenti e musicalità seppur con un’interpretazione più sensuale fino a definire una propria identità con temi più romantici.

È una danza di coppia dove l’uomo e la donna entrano in connessione avvicinandosi delicatamente con il petto e mantenendo questa “connessione” durante tutto il ballo creando un’armonia perfetta. Il padre di questa musica è considerato Eduardo Paim che con i Sos Band diede origine a questo nuovo genere musicale a partire dagli anni 1979 – 1983 in Angola.

La diffusione della Kizomba in Europa è avvenuta circa un ventennio più tardi a partire dal Portogallo, in quanto l’Angola è un ex colonia portoghese. Uno dei motivi di questa lenta diffusione è l’assenza di testi, in quanto tali danze venivano tramandate oralmente nelle comunità del posto. Tuttavia, la presenza in Portogallo e negli altri paesi Europei di maestri Angolani, con i loro festival tradizionali, ha fatto sì che molta gente si avvicinasse, incuriosita, a questo mondo.

Anche In Italia vengono organizzati meeting e festival tradizionali di Kizomba come ad esempio in questo periodo a Terni, a ottobre a Roma e fortunatamente anche il Salento, a gennaio, ha ospitato artisti, africani e non, nel suo primo festival di livello internazionale.  Ballare fa bene, perché è un’attività che si rivolge primariamente alla parte sana della natura umana, come manifestazione dell’essere vivi, come trasformazione del sé. Ci permette di percepire il nostro corpo, vivere la nostra dimensione emotiva ed manifestarla attraverso il non verbale.

Chi volesse scoprire questa danza, a San vito dei Normanni, domenica 2 aprile alle ore 18 presso Latin Gold, via per Francavilla, troverà Vittorio e gli amici della Kizomba (Luca Morrone, Vittorio Errico).

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