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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca Erchie

Appalti e tangenti per 110mila euro: le accuse contestate a sindaco e vice

Giuseppe Margheriti e Domenico Margheriti, eletti nel centrodestra, ai domiciliari nell’inchiesta partita da Taranto: indagini sull’appalto da un milione di euro per il completamento delle infrastrutture primarie della zona Pip a carattere artigianale e su un parco eolico. Imprenditori intercettati

ERCHIE – “Questo dovrà fare il sindaco per cinque anni, lavoro se ne farà”: secondo la Dda di Taranto, il primo cittadino di Erchie, Giuseppe Antonio Margheriti, e il suo vice, Domenico Margheriti, detto Domenghini, avrebbero ottenuto “il pagamento di 80mila euro, a titolo di tangente, con la promessa di ulteriori dazioni di denaro per una cifra complessiva di 110mila”.

giuseppe salvatore margheriti-2Sono entrambi agli arresti domiciliari da questa mattina, 4 luglio 2017, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia con epicentro nel Tarantino: il filone che riguarda il Comune di Erchie, con ripercussioni sulla tenuta dell’Amministrazione cittadina e sul governo di centrodestra scelto dagli elettori nell’estate del 2015, riguarda l’affidamento di lavori per un importo di poco superiore a un milione di euro per il completamento delle infrastrutture primarie della zona Pip a carattere artigianale e la realizzazione di un parco eolico.

Per la zona Pip, il Comune avrebbe affidato lavori per  per manti bituminosi, reti fognarie, pluviali e di pubblica illuminazione delle strade per 1.009.828 euro e venti centesimi in favore di una srl, poi vincitrice della gara d’appalto, la Tecnoscavi. L’accusa mossa in concorso ai pubblici ufficiali e ai titolari della ditta è di corruzione aggravata in considerazione del fatto che il presunto accordo tangentizio avrebbe riguardato un contratto di appalto “stipulato da un ente pubblico sottoposto al controllo di pubblici ufficiali corrotti”. In veste di corruttori, sono indagati gli imprenditori Massimiliano Pedone e Pasquale Pedone, della Tecnoscavi.

Domenico Margheriti-2Il lasso temporale della contestazione parte da un periodo anteriore al 28 marzo 2012, sino al gennaio 2014, arco durante il quale Giuseppe Margheriti (nella foto in alto) era primo cittadino e Domenico Margheriti (nessuna parentela fra i due, nella foto accanto) era vice con deleghe alle Politiche comunitarie, programmazione e bilancio, nonché politiche sociali, e pubblica istruzione. Gravi indizi di colpevolezza che, assieme alle esigenze cautelari riconducibili al possibile inquinamento delle prove e alla reiterazione del reato, sono costituiti da intercettazioni ambientali tra imprenditori. Non ci sono conversazioni ascoltate direttamente tra il sindaco e l’assessore, ma fra i titolari delle ditte.

Nella ricostruzione accusatoria, condivisa dal gip nel provvedimento di arresto eseguito questa mattina dagli agenti della Mobile di Brindisi, per Margheriti sindaco c’è un'ulteriore accusa di corruzione rispetto alla realizzazione di un parco eolico. Avrebbe posto in essere “su esplicita richiesta di Massimiliano Pedone, una pluralità di atti contrari ai doveri d’ufficio”. Massimiliano Pedone, secondo questa chiave di lettura, avrebbe “agito d’intesa con il padre Pasquale”.

Il primo cittadino avrebbe “effettuato continui controlli nel cantiere in cui si stava realizzando un parco eolico in zona Tre Torri” e avrebbe fatto in modo di “far pervenire alla Regione Puglia una segnalazione”. In questa comunicazione “esponeva una serie di irregolarità, contrariamente al vero” sostenendo che ci fosse stato “l’interramento del cavidotto in maniera difforme rispetto all’autorizzazione del progetto”.

La Procura contesta anche un provvedimento di blocco parziale dei lavori con “emissione di un’ordinanza contingibile e urgente in danno della società Eolica Erchie, proprietaria dell’impianto dietro la promessa di consegna di una percentuale di denaro pari al 10-12 per cento da applicare sull’importo del contratto di subappalto che l’impresa Tecnoscavi avrebbe ottenuto per l’esecuzione dei lavori di movimento terra” dopo l’attività di “ostruzionismo posta in essere dal sindaco Margheriti”. In tal modo, sostengono i pm, la Eolica Erchie avrebbe “perso i benefici dell’incentivazione dell’energia rinnovabile e l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Puglia il 28 dicembre 2012 per la costruzione del parco” in agro di Erchie. Le condotte sono contestate con riferimento al periodo che va da luglio a ottobre 2012.

Il sindaco, difeso dall’avvocato Raffaele Missere, e il suo ex vice saranno ascoltati dal gip di Brindisi per rogatoria nei prossimi giorni. I primi a essere interrogati saranno gli arrestati in carcere: sono venti, residenti nella provincia di Taranto, diversi dei quali considerati appartenenti a un sodalizio che avrebbe avuto contaminazioni, oltre che con il mondo economico, con quello politico della zona ionica.

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