Cronaca

Arrestato dall'Arma l'autore dell'accoltellamento davanti alla palestra

E’ già stato arrestato dai carabinieri della stazione di Cellino San Marco e della compagnia di Brindisi, e assegnato dal pm di turno alla detenzione domiciliare in attesa dell’udienza di convalida del provvedimento, l’autore dell’aggressione e dell’accoltellamento di A.B., 32 anni, di Sandonaci. Si chiama Manolo De Filippis, di San Donaci, 43 anni, autista

La stazione carabinieri di Cellino San Marco

CELLINO SAN MARCO – E’ già stato arrestato dai carabinieri della stazione di Cellino San Marco e della compagnia di Brindisi, e assegnato dal pm di turno alla detenzione domiciliare in attesa dell’udienza di convalida del provvedimento, l’autore dell’aggressione e dell’accoltellamento di A.B., 32 anni, di Sandonaci. Si chiama Manolo De Filippis, di San Donaci, 43 anni, autista, già noto alla giustizia, arrestato per tentato omicidio.

La ricostruzione ufficiale della vicenda è quella già anticipata da BrindisiReport ieri sera.  Il 18 gennaio, lunedì, quando nei pressi della cosiddetta “rotonda della morte”, De Filippis litiga ferocemente con la vittima. Il conflitto prima verbale, diventa anche materiale subito dopo nel parcheggio di un bar, dove i due vengono alle mani. Ma prima di andare via, A.B. sfascia uno dei blocchi di luci posteriori dell’auto del De Filippis.

Si riaccende lo scontro ma intervengono i presenti a separare i due. La faccenda purtroppo avrà però un seguito, come è noto. Manolo De Filippis va via ma non smette di meditare vendetta. Cerca in giro informazioni su A.B., che non conosce, e viene a sapere che è un frequentatore della palestra Feelgood  di Cellino San Marco. E decide di attenderlo al varco.

Martedì pomeriggio, spiegano i carabinieri al comando del capitano Luca Morrone, De Filippis si apposta nei pressi della palestra, e dopo un’ora circa lo vede uscire nel piazzale. A quel punto esce anche lui allo scoperto munito di un bastone, e gli fracassa sotto gli occhi le luci posteriori della vettura. E’ solo una parte della vendetta: mentre A.B. cerca di allontanarsi alla guida dell’auto, De Filippis lo sottopone ad una scarica di bastonate. A.B. riesce a disarmarlo, ma l’aggressore ha anche un coltello.

Estratta la lama da una tasca. Manolo De Filippis accoltella A.B. alle mani (mentre la vittima cerca di parare i fendenti), al volto e al torace. Qualcuno racconta che per poco non ci scappa il morto, che quel giovane è salvo per miracolo, preso a coltellate e bastonate nel parcheggio poi si è rifugiato correndo nella reception dove è crollato a terra. Chi ha assistito alla scena è raggelato. Il ferito viene soccorso e trasportato all’ospedale. Qui, raggiunto dagli investigatori dell’Arma, spiega tutto e fornisce indicazioni utili per rintracciare il responsabile dei fatti.

De Filippis intanto tentava di disfarsi del coltello, e giunto a casa aveva cominciato a lavare gli abiti sporchi di sangue nel vano tentativo di sfuggire alle indagini. Ma in realtà, una volta raggiunto dai carabinieri, ha ammesso subito tutto, ha fatto ritrovare sia il coltello che i pantaloni sporchi di sangue che aveva nascosto nel garage di casa. A.B. è ricoverato al Perrino di Brindisi e non è in pericolo di vita, mentre De Filippis è detenuto nella propria abitazione.

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