Rapinano 12mila mascherine a commerciante cinese: presi

I carabinieri di Oria ed Erchie rintracciano in poche ore e arrestano due fratelli di 30 e 23 anni

ORIA – Avevano progettato tutto nei minimi dettagli, tranne il fatto di finire in galera nel giro di poche ore, due fratelli di Erchie di 30 e 23 anni, autori di una rapina il cui bottino era costituito da 12mila mascherine in tnt (tessuto non tessuto), consumata ai danni di un commerciante cinese di Oria, episodio avvenuto nella mattinata di ieri. I due sono stati identificati e arrestati dai carabinieri delle stazioni di Oria ed Erchie.

Si tratta di persone assolutamente incensurate che non hanno legami con ambienti malavitosi, sottolineano i due difensori, gli avvocati Francesco Mancini e Alfredo Russo, i quali non hanno ancora avuto contatti con i clienti, e sono pertanto stupiti dai contorni noti della vicenda. Si attende la fissazione dell'udienza di convalida davanti al giudice delle indagini preliminari per saperne di più.

La vicenda aveva avuto inizio nei giorni precedenti con l’acquisto di 450 mascherine da parte dei due fratelli, stock regolarmente pagato, Era solo un passaggio preliminare, di copertura, per fugare ogni eventuale sospetto da parte della vittima designata. Infatti, quando i due sono tornati nel negozio di casalinghi del commerciante cinese, per ordinare altri 12 mila pezzi della stessa merce, hanno trovato via libera.

Ulteriore azione per fare cadere in trappola il fornitore, ritengono gli investigatori, quella di consegnarli un assegno di 8mila euro come anticipo per l’ordine (un euro a mascherina era il prezzo concordato). Ieri mattina, una volta ricevuta tramite corriere la partita di 12mila mascherine monouso, il commerciante ha avvertito i committenti che potevano ritirare la merce. In negozio si è recato uno dei due fratelli.

Foto recupero mascherine rapina Oria-2

Il giovane è riuscito a convincere il commerciante a caricare in auto i pacchi delle mascherine, e a seguirlo sino alla sede di un fantomatico cliente che ne avrebbe acquistato una parte. In tal modo, al cittadino cinese sarebbe stata consegnata brevi manu la restante somma di 4mila euro. Così è scattata la parte finale della trappola.

La meta reale del trasferimento era infatti un luogo nella zona industriale di Oria dove era in attesa l’altro dei due fratelli di Erchie: trasbordate le mascherine nell’auto di questi, il commerciante cinese è stato minacciato con un coltello e colpito ripetutamente alla testa affinché consegnasse l’assegno di 8mila euro ricevuto come anticipo.

Solo quando la vittima ha ceduto, i due fratelli si sono allontanati in auto, lasciano il commerciante sul posto, a piedi, e minacciandolo di non avvertire le forze dell’ordine dell’accaduto. Le indagini, invece, scattavano immediatamente, sino all’identificazione e al rintraccio dei due fratelli, trasferiti nel carcere di via Appia a Brindisi per concorso in rapina aggravata e lesioni. È stata recuperata dai carabinieri anche gran parte delle mascherine, assieme all’assegno di 8mila euro staccato dai due fratelli. Tutto è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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