Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

“Assente in udienza per motivi di salute, quella multa va revocata"

La verità di Loiacono dopo la sanzione di 400 euro decisa dal giudice di pace di Brindisi. L'avvocato Lillo: "Documentazione alla mano, proveremo che il presidente del Consiglio non poteva essere presente. E poi Ciullo mi aveva detto che chiedeva un rinvio dell'udienza

Luciano Loiacono e Mimmo Consales: multati dal giudice di pace

BRINDISI – “Il presidente del Consiglio comunale non poteva essere presente in udienza per motivi di salute: l’assenza nel giorno in cui era stato fissato l’esame davanti al giudice di pace è giustificata, ci sono i certificati medici”.

Luciano Loiacono, è pronto a chiedere la revoca della multa pari a 400 euro, decisa dal giudice, a titolo di sanzione per la mancata comparizione in udienza, senza alcuna comunicazione dei motivi dell’assenza, nelle forme previste. Stessa sanzione, per il sindaco Mimmo Consales, quel giorno assente anche lui e pure lui inserito nell’elenco delle persone da ascoltare in relazione al processo scaturito dalla denuncia che entrambi presentarono per ingiuria, all’indomani di una seduta delle Assise, risalente al 2012, durante la quale volarono dal pubblico parole ritenute pesanti.

Il primo cittadino e il presidente del Consiglio, stando al calendario stabilito dal giudice di pace, dovevano essere interrogati in aula lo scorso 12 gennaio, per chiarire alcuni aspetti della vicenda denunciata, per la quale entrambi sono costituti parte civile  ritenendosi offesi nell’onore e nel decoro.

Sotto processo sono finiti sei brindisini, presenti tra il pubblico quel giorno, quel 20 novembre 2012, quando il Consiglio comunale si pronunciò sull’abolizione della Provincia di Brindisi decisa dal Governo nell’ottica del taglio delle spese: secondo l’accusa, i sei “offendevano l’onore o comunque il decoro di Cosimo Consales, sindaco e legale rappresentante pro tempore del Comune di Brindisi, nonché di Luciano Loaicono, presidente del Consiglio, rivolgendo all’indirizzo dei medesimi l’epiteto ingiurioso ‘mafioso’”, si legge nel capo di imputazione. Accusa che gli imputati hanno sempre respinto, conferendo incarico per la difesa agli avvocati Massimo Ciullo e Stefano Latini.

“Se non Loiacono non si è presentato, un motivo c’è ed è facilmente dimostrabile: quel giorno a quell’ora non poteva esserci per motivi di salute”, fa sapere l’avvocato Gianvito Lillo in nome e per conto del presidente delle Assise. “Chiaramente con debita documentazione, alla prossima udienza, invero ormai inutile perché il reato di ingiuria è stato depenalizzato il 18 gennaio scorso, si chiederà la revoca di quella sanzione, sussistendone i presupposti”.

Dal penalista arriva anche un’altra precisazione, legata a quanto sarebbe avvenuto nei giorni precedenti l’udienza: “Ho incontrato il collega Massimo Ciullo il quale mi ha comunicato che per suoi impegni professionali – non a Brindisi – avrebbe chiesto il rinvio del procedimento penale a carico dei suoi assistiti, fissato per il giorno successivo”.

“A Ciullo ho detto che non mi sarei opposto e che solo lui, ex lege, per legittimo impedimento, poteva chiedere il differimento dell’udienza, essendo preclusa questa possibilità alla parte civile”, prosegue Lillo. “Ho evidenziato che mi sarei impegnato per trovare soluzione bonarie alternative al processo penale che comunque bisognava doverosamente avvisare altri colleghi. In ultimo gli ho riferito che per il semplice rinvio, avrei mandato un collega di studio”.

“Con sorpresa l’avvocato del mio studio mi ha detto che in realtà Ciullo non aveva formalizzato alcuna richiesta di rinvio, né aveva comunicato quanto mi aveva detto il giorno prima”. Questa la verità sostenuta dal legale che assiste Luciano Loiacono. Per ora, la sanzione pari a 400 euro resta, per decisione del giudice

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