Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Fasano

Assolti due carabinieri accusati di peculato: favorevole anche il pm

Sono stati assolti per non aver commesso il fatto dall'accusa di concorso in peculato due carabinieri all'epoca dei fatti in servizio al Norm della compagnia di Fasano. Lasciati di guardia ad un deposito a Pozzo Faceto, dove era stato localizzato un mezzo rubato, erano stati poi incolpati e denunciati dagli stessi colleghi per la sparizione di tre taniche di gasolio agricolo da 30 litri ciascuna e di un set di chiavi a bussola

FASANO – Sono stati assolti per non aver commesso il fatto dall’accusa di concorso in peculato due carabinieri all’epoca dei fatti in servizio al Norm della compagnia di Fasano. Lasciati di guardia ad un deposito a Pozzo Faceto, dove era stato localizzato un mezzo rubato, erano stati poi incolpati e denunciati dagli stessi colleghi per la sparizione di tre taniche di gasolio agricolo da 30 litri ciascuna e di un set di chiavi a bussola, attrezzi poi ritrovati assieme ad una delle taniche in un casolare nei pressi dello stesso deposito.

La sentenza è stata letta nel primo pomeriggio di oggi dal presidente della sezione penale del tribunale di Brindisi, Domenico Cucchiara, dopo le richieste di assoluzione che hanno concluso le arringhe degli avvocati Vittoriano Bruno e Francesco Saponaro, ma anche poco prima la requisitoria del pm di udienza, Milto De Nozza, il quale aveva sottoposto ad un esame serrato entrambi gli imputati, traendo alla fine la conclusione che non vi erano prove per ritenerli responsabili dei fatti.

Tutto avvenne l’11 gennaio del 2013. L’intervento della radiomobile con a bordo il vicebrigadiere Carlo Legrottaglie, 50 anni, e l’appuntato Antonello Zurlo,  di 40 anni,  fu richiesto dai militari della compagnia che avevano effettuato la ricognizione del luogo, fotografando tutto ciò che si trovava all’interno ed all’esterno del capannone, una struttura che si trovava al di sotto del piano stradale, a Pozzo Faceto, frazione di Fasano.

La documentazione fotografica comprendeva anche le tre taniche di gasolio agricolo e gli attrezzi già citati, ripresi nella posizione esatta in cui erano stati rinvenuti. Ma al ritorno del personale operante nel capannone, che era stato affidato in custodia alla pattuglia composta da Legrottaglie e Zurlo, risultarono mancanti le taniche e le chiavi a bussola.

Dalla circostanza nacque una concitata interlocuzione tra chi stava investigando e chi era stato incaricato della sorveglianza, con questi ultimi che ovviamente avevano subito respinto ogni sospetto. Nel frattempo, il luogo era stato abbandonato dai tre operai che vi si trovavano al momento dell’arrivo dei carabinieri. Una rapida ricerca nei paraggi, aveva consentito di ritrovare una delle tre taniche e gli attrezzi, abbandonati in un casolare poco distante che invece si trovava al livello stradale.

I due legali degli imputati (l’avvocato Vittoriano Bruno per Legrottaglie, l’avvocato Saponaro per Zurlo) hanno concentrato la propria attenzione su una circostanza precisa, rilevata anche nel corso di un sopralluogo per indagini difensive: la presenza di una impalcatura che consentiva di raggiungere agevolmente dal livello del capannone quello del piano stradale. Quindi le taniche potevano essere state spostate da terze persone, non viste dai due carabinieri.

Tale tesi, ampiamente sviluppata anche nel corso dell’esame effettuato dai difensori, alla fine ha avuto la prevalenza sulle accuse a base del rinvio a giudizio chiesto e ottenuto a suo tempo dal pm Daniela Iolanda Chimienti, che si era occupata della vicenda. Attualmente i due militari scagionati definitivamente dalle accuse, prestano servizio in due stazioni dell’Arma sempre in provincia di Brindisi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Assolti due carabinieri accusati di peculato: favorevole anche il pm

BrindisiReport è in caricamento