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Il tribunale di Brindisi

Il tribunale di Brindisi

Atti sessuali davanti a collega cieca: patteggia

BRINDISI - Due colleghi: una giovane donna non vedente, un uomo sessantenne senza alcun problema fisico ma con qualche turba d’altro genere che lo ha condotto a masturbarsi ripetutamente vicino a lei. E’ accaduto in un ospedale del Brindisino nel luglio del 2013, l’uomo è stato denunciato, licenziato a seguito di procedimento disciplinare e poi ha patteggiato.

BRINDISI - Due colleghi: una giovane donna non vedente, un uomo sessantenne senza alcun problema fisico ma con qualche turba d'altro genere che lo ha condotto a masturbarsi ripetutamente vicino a lei. E' accaduto in un ospedale del Brindisino nel luglio del 2013, l'uomo è stato denunciato, licenziato a seguito di procedimento disciplinare e poi ha patteggiato una pena pari a 1 anno e 2 mesi, nel corso dell'udienza preliminare che si è celebrata nei giorni scorsi dinanzi al gup Giuseppe Licci. La vittima, assistita dall'avvocato Laura Beltrami, aveva chiesto un risarcimento del danno pari a 100mila euro. Li rivendicherà ora in sede civile.

Le indagini, coordinate dal pm Valeria Farina Valori, furono condotte dai carabinieri che dopo la denuncia della madre della donna, che aveva dovuto ascoltare il racconto amareggiato della figlia che riferiva di strani atteggiamenti del collega, furono in grado di accertare con assoluta certezza quanto accadeva sul luogo di lavoro.

La persona affetta da una disabilità che la poneva in stato di assoluta incapacità di reagire, aveva dovuto subire strani abbracci e baci da parte del collega sessantenne. Effusioni che non gradiva. E nonostante tutto aveva compreso che c'era dell'altro. I carabinieri posizionarono delle telecamere all'interno dell'ufficio, gli occhi digitali ripresero tutto. Certo di non poter essere scoperto l'uomo, originario di Ostuni, si era più volte denudato compiendo atti sessuali.

Non è mai stato sottoposto a misura restrittiva, ma subito iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale.Appurati i fatti, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio. L'uomo, che ha perso il posto di lavoro, ha scelto però di chiudere ogni conto con la giustizia prima dell'eventuale giudizio, approfittando del suo stato di incensuratezza. La vicenda è però tutt'altro che chiusa: si va avanti in sede civile per il ristoro del danno subito.

 

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