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Autorità portuale, no al declassamento di Brindisi: via alle azioni anche legali

L’opposizione garantisce l’inizio della seduta. Voto bipartisan all’ordine del giorno presentato da D’Attis come primo firmatario: “Cedimento a interessi non supportati da ragioni economiche e tecniche”. Dal consiglio comunale mandato al sindaco per difendere le peculiarità dello scalo

BRINDISI – “Giù le mani dal porto di Brindisi” e via libera “a ogni azione utile e necessaria, anche sul piano legale, nei confronti del governo e della Regione Puglia al fine di evitare il declassamento dello scalo che appare come un chiaro cedimento a interessi non supportati da ragione tecniche ed economiche”.

L’ordine del giorno presentato dall’opposizione con Mauro D’Attis di Fi primo firmatario ha trovato una condivisione bipartisan in consiglio comunale, con il Partito democratico, centristi & co uniti nel voto. Evento eccezionale se non proprio unico, tenuto conto dei litigi che di solito avvengono durante i lavori delle Assise, questa mattina iniziati con i numeri garantiti dai consiglieri di centrodestra viste le assenze, come quella di Antonio Elefante e i ritardi di alcuni esponenti come quelli di Francesco Cannalire e Francesco Renna.

Una volta garantito il numero legale, sul porto e sul futuro prossimo dello scalo e dell’Authority, i consiglieri hanno scoperto di trovarsi d’accordo, sia pure dopo una serie di interventi con sfumature differenti, a seconda delle appartenenze politiche, per emendare. A cementare i tasselli arrivati dal centrodestra e dai rivoli del centrosinistra, è stato l’intervento del primo cittadino, Mimmo Consales: “L’argomento non può in alcun modo vedere divisi”, ha detto.

“Al  sistema portuale unico pugliese - prosegue il sindaco - ci credo perché sui mercati internazionali nessuno degli scali è in grado di competere con grandi realtà, ma con propria autonomia finanziaria. Il problema non è di campanile, dobbiamo però evitare che in un processo di lottizzazione Brindisi venga sacrificata e allora sì alla mobilitazione: la Regione Puglia deve uscire allo scoperto e non proseguire con un atteggiamento di pesce in barile, come già successo in occasione delle candidature come capitale europea della cultura”.

Da Consales, quindi, partirà una richiesta di incontro con la Regione Puglia a cui parteciperà una delegazione del Consiglio comunale per testimoniare la condivisione e l’impegno trasversale in nome del porto, sul quale è stato chiesto anche il coinvolgimento dei parlamentari brindisini. Roberto Fusco ha anche proposto un monotematico, invitando chi siede nel Transatlantico e il governatore Michele Emiliano. 

Quanto alla questione  Grimaldi, il primo cittadino ha ribadito la posizione tenuta da sempre: “No alla svendita del porto e alla cancellazione della concorrenza in danno degli altri operatori”.

Dopo un’ora e mezza di discussione, è arrivata la votazione: 24 favorevoli  e un solo astenuto, Carmelo Palazzo, in segno di protesta per il disordine in Aula.

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