Banditi via con 70mila euro in medicinali

MESAGNE - Assalto a mano armata al furgone dei medicinali poco prima delle luci dell'alba. Sono le 4.30 del mattino circa quando due individui a volto coperto e armati di pistola entrano in azione alla zona industriale di Mesagne sulla strada che conduce al centro commerciale, via Antonio Murri. Nel mirino dei banditi il conducente di un furgone proveniente da Bari e diretto ad un capannone della zona industriale del centro messapico dove dovevano essere scaricati 70 mila euro di farmaci, prodotti da banco mutuabili e non.

Il deposito di prodotti farmaceutici e gas medicali teatro della rapina

MESAGNE - Assalto a mano armata al furgone dei medicinali poco prima delle luci dell'alba. Sono le 4.30 del mattino circa quando due individui a volto coperto e armati di pistola entrano in azione alla zona industriale di Mesagne sulla strada che conduce al centro commerciale, via Antonio Murri. Nel mirino dei banditi il conducente di un furgone proveniente da Bari e diretto ad un capannone della zona industriale del centro messapico dove dovevano essere scaricati 70 mila euro di farmaci, prodotti da banco mutuabili e non.

L'autotrasportatore, 57 anni di Bari, è stato fermato proprio nei pressi del cancello del capannone della “Puglia Life” di Vito Cavaliere, il deposito di destinazione che si occupa anche della distribuzione di gas medicali, immobilizzato con delle fascette di plastica e fatto scendere dal veicolo a bordo del quale è montato al suo posto uno dei due rapinatori, dileguandosi seguito dal complice a bordo di un altro veicolo.

L'autotrasportatore sorpreso dal blitz fulmineo non ha saputo nemmeno riconoscere a bordo di quale mezzo i due siano arrivati, utilizzato poi anche per la fuga di uno dei banditi.  Ascoltato dagli investigatori del commissariato di pubblica sicurezza di Mesagne l'autista ha parlato di due giovani che parlavano con accento locale, fornendo tuttavia pochi indizi utili alle indagini condotte dagli agenti guidati dal vice questore aggiunto Sabrina Manzone. I farmaci rubati avrebbero dovuto essere scaricati nell'azienda di Cavaliere per poi essere smistati in varie farmacie del Brindisino che avevano inoltrato gli ordini.

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